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Raffaello alla conquista dell’America: al Met di New York capolavori da tutto il mondo per celebrare un narratore formidabile

Il Metropolitan Museum dedicano fino a fine giugno una mostra dedicata all'artista marchigiano attraverso 200 opere tra dipinti, disegni, arazzi, documenti: un quarto di queste arriva dall'Italia. L'esposizione si concentra sulla sua rappresentazione delle donne, dall'uso pionieristico di modelle nude alle delicate raffigurazioni della Madonna con Bambino

di Gianni Pace
Raffaello alla conquista dell’America: al Met di New York capolavori da tutto il mondo per celebrare un narratore formidabile

“Quanto largo e benigno si dimostri talora il cielo nell’accumulare in una persona sola l’infinite richezze de’ suoi tesori e tutte quelle grazie e’ più rari doni che in lungo spazio di tempo suol compartire fra molti individui, chiaramente poté vedersi nel non meno eccellente che grazioso Raffael Sanzio da Urbino“. Comincia con queste trionfanti parole il capitolo che Giorgio Vasari dedica a Raffaello Sanzio nelle Vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani: la citazione è d’obbligo perché da oggi il Metropolitan Museum of Art di New York ospita una delle mostre più ambiziose mai dedicate all’artista urbinate dal titolo Raffaello: Poesia Sublime.

Curata da Carmen Bambach (tra le massime esperte del Rinascimento italiano e già curatrice di mostre di grande successo su Leonardo da Vinci al Met nel 2003 e su Michelangelo quattro anni fa), l’esposizione che proseguirà fino al 28 giugno illustrando l’intera carriera di Raffaello attraverso 200 opere tra dipinti, disegni, arazzi e documenti, circa un quarto dei quali provenienti dall’Italia.

La mostra fa seguito a quelle allestite nel 2013 a Tokyo e nel 2020 alle Scuderie del Quirinale di Roma, in occasione del 500° anniversario della sua morte, con una lista di musei prestatori davvero imponente. Tra i prestatori figurano dall’Accademia Carrara di Bergamo, dal British Museum al Kupferstichkabinett di Berlino, dal Museo di Capodimonte al Prado, dal Szépmüvészeti Múzeum di Budapest al Louvre fino ad altre varie istituzioni inglesi e francesi, pinacoteche italiane, gli Uffizi, i Musei Vaticani.

Nato (probabilmente) il 6 aprile del 1483 e morto lo stesso 6 aprile del 1520, Raffaello fu pittore, architetto ed è considerato anche il primo soprintendente d’Italia, poiché nell’agosto del 1515 Papa Leone X lo nominò praefectus marmorum et lapidum omnium (cioè “prefetto di tutti i marmi e le lapidi”). In poche parole il suo compito era quello di cercare a Roma e dintorni marmi da utilizzare nel cantiere della basilica di San Pietro, verificando però che venissero salvati materiali, epigrafi e frammenti antichi rinvenuti nel territorio cittadino. Praticamente erano nati i concetti di conservazione e tutela, estremamente validi anche ai giorni nostri.

Cosa si può vedere al Met? La mostra si snoderà in ordine approssimativamente cronologico, ripercorrendo la vita e la carriera di Raffaello, con sezioni tematiche incentrate sullo sviluppo delle sue idee e della sua iconografia. Saranno inoltre integrate recenti scoperte scientifiche. Attraverso la presentazione di disegni in relazione a dipinti e opere realizzate con altri media, l’esposizione dimostrerà la prodigiosa versatilità e il processo creativo di Raffaello. Le composizioni figurative nei suoi dipinti, disegni, arazzi e stampe lo rivelano come un narratore senza pari, e questa mostra dedicherà particolare attenzione alla sua rappresentazione delle donne, dal suo uso pionieristico di modelle nude alle sue delicate raffigurazioni della Madonna con Bambino.

Entrando nel dettaglio si potranno ammirare opere riunite per la prima volta c’è la Pala di Colonia del Met, ricomposta grazie ai prestiti di Londra e Boston, mentre altri capolavori, come l’Aurora di Washington e la Madonna in Estasi di Budapest, illustreranno la continua evoluzione dell’artista. Il celebre San Sebastiano sarà in prestito dall’Accademia Carrara di Bergamo, mentre la Galleria Nazionale delle Marche ha prestato tre dipinti, tra cui il Ritratto di una dama (detta La Muta) e la Santa Caterina. Un prestito di eccezionale importanza proviene dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna: la monumentale Estasi di Santa Cecilia, capolavoro della maturità dipinto nel 1518 per la cappella di Elena Duglioli a San Giovanni in Monte ed espropriato da Napoleone. Raffigura la patrona della musica rapita da una visione celestiale, mentre strumenti abbandonati giacciono ai suoi piedi, simbolo della vanità dei piaceri terreni di fronte all’esperienza divina.

Altri pezzi forti della mostra saranno La Vergine con Bambino e San Giovanni Battista in un paesaggio (detta La Madonna Alba) della National Gallery of Art, uno degli esempi più emblematici della maestria di Raffaello nell’interpretazione degli ideali di armonia e bellezza classica del Rinascimento, che sarà affiancato dai suoi disegni preparatori del Museo di Belle Arti di Lille e dal Ritratto di Baldassarre Castiglione, ora al Louvre, ampiamente considerato uno dei più grandi ritratti del Rinascimento. Infine, da non perdere assolutamente la dolcissima e sensuale Fornarina proveniente da Palazzo Barberini di Roma, il Ritratto di Bindo Altoviti sempre da Washington e la Dama col liocorno che arriva dalla Galleria Borghese di Roma.

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