Non esiste, ma vende. Non ha una storia, ma scala le classifiche. Eddie Dalton è la prima popstar dell’Intelligenza Artificiale (a dargli “vita è stata la Cresty Tunes) che funziona davvero e il fatto che il pubblico non sembri farsene un problema è forse la notizia più inquietante.
Il caso raccontato da Repubblica è semplice e destabilizzante: Eddie Dalton è un artista inesistente creato con l’IA, eppure ha già piazzato più brani nella top 100 di iTunes. Oltre 13mila copie vendute e più di 525mila stream complessivi. Un modello che non arriva a sorpresa: secondo le major, sulle piattaforme circolano già centinaia di migliaia di brani fake costruiti per imitare artisti reali, con costi minimi e margini altissimi.
Sentito da Repubblica, Dargen D’Amico, che ha presentato a Sanremo un brano (AI AI) su questo tema, ridimensiona il peso dell’impatto sugli ascoltatori: “È un problema più per chi crea che per chi ascolta. La musica pop funziona così: conta la soddisfazione del pubblico“. Ma aggiunge una riflessione più ampia e cupa sull’uso dell’IA, oggi già impiegata in contesti ben più gravi: “La musica Ai mi pare comunque un problema relativo oggi che la coalizione più democratica del mondo sta già utilizzando l’intelligenza artificiale per sganciare bombe sulle scuole e sugli ospedali, oggi che nel silenzio generale stiamo già affidando alla macchina i crimini contro l’umanità”.
Il punto, allora, non è se Eddie Dalton sia “vero”, ma se abbia ancora importanza che lo sia. E soprattutto: chi ci guadagna davvero da questa nuova musica senza autore