Avete presente quando la realtà diventa più incredibile di qualsiasi serie tv? A Londra si è aperto un caso che sembra uscito direttamente da Scrubs: una donna ha avuto rapporti sessuali con due gemelli identici a pochi giorni di distanza ed è rimasta incinta. Il risultato? È praticamente impossibile stabilire chi dei due sia il padre del bambino. I test del DNA tradizionali, infatti, non sono in grado di distinguere gemelli identici.
Secondo quanto emerso, i rapporti tra la donna e i gemelli sono avvenuti nello stesso periodo, a soli quattro giorni di distanza, rendendo la distinzione impossibile senza ricorrere a test costosi e non ancora pienamente affidabili. La paternità, per ora, è “binaria”: uno dei due gemelli è il padre, ma non si sa chi.
Dopo la nascita del bambino, registrato sul certificato di nascita come figlio di uno dei due fratelli, entrambi i gemelli hanno cercato di ottenere la responsabilità genitoriale: volevano essere riconosciuti ufficialmente come padre. La donna ha sostenuto la richiesta, ma il tribunale di famiglia ha respinto il ricorso. Di fronte a questo rifiuto, i gemelli hanno portato il caso alla Corte d’Appello, dove la situazione ha assunto contorni ancora più complessi.
La decisione della Corte d’Appello
La Corte ha temporaneamente sospeso la responsabilità genitoriale del gemello indicato sul certificato, senza però dichiararlo definitivamente non padre. Come ha spiegato il presidente della Corte, Sir Andrew McFarlane: “La verità, per ora, è che il padre di P (il bambino) è uno dei due gemelli, ma non sappiamo quale. Quando il bambino sarà più grande, forse la scienza ci darà una risposta definitiva”. Alla fine, quello che resta è un bambino che cresce in mezzo a un mistero unico: avere due possibili padri identici. La legge si arrende di fronte ai limiti della genetica, la scienza promette soluzioni future, lasciandoci spettatori di questo insolito mix tra DNA e burocrazia.