“Mi sono trasferito da un anno in Romagna, in un posto bellissimo. In attesa di trovare un altro lavoro, consegno pizze e mi diverto quando mi riconoscono. Chi si scandalizza per questa scelta lo fa perché crede che esistano lavori di serie A e di serie B, ma per me è semplicemente lavoro, e va bene così”. Così Filippo Nardi aveva raccontato a Verissimo la sua nuova vita lontana dai riflettori della tv.
Ospite a La Volta Buona, l’ex gieffino è tornato a parlare dei tre lavori con cui oggi si mantiene. “Dove abito qui in Romagna ho anche un capannone, quindi ho la possibilità, con tutti gli attrezzi… io adoro fare bricolage. Trovo mobili, li sistemo e poi li regalo o li tengo per me”, ha spiegato.
“Alle 18 vado in pizzeria, ho il furgoncino e inizio le consegne”
Caterina Balivo, incuriosita, gli ha fatto notare: “Se li regali non ci guadagni, Filippo…”. E lui ha chiarito: “No, no, questo è più un passatempo, una passione. Come vedete ora sono in radio, ho un mio programmino tutti i giorni. Poi torno a casa e alle 18 vado in pizzeria: prendo il furgoncino e vado in giro a consegnare le pizze. Ed è molto divertente”.
Un cambiamento radicale per l’ex concorrente del Grande Fratello, che oggi lavora stabilmente come rider per una pizzeria di Pinarella. “No, non lavoro tramite app: è una pizzeria molto conosciuta, ha i suoi rider interni. Ho il furgoncino con scritto ‘FullMoon, consegne a domicilio‘ e faccio le consegne”, ha precisato.
Poi il racconto più sorprendente, quello sulle mance: “Le persone con le ville più belle e gli ordini più costosi sono quelle che non lasciano la mancia. Me la danno invece quelli che abitano nelle case popolari: magari spendono 38 euro e te ne lasciano 40, dicendo ‘tieni il resto e prenditi un caffè'”. E sul fatto di essere riconosciuto: “Alcuni ormai mi conoscono, ma all’inizio mi dicevano: ‘Ma lei assomiglia a uno che faceva la televisione’. E io rispondevo: ‘Sì, me lo dicono spesso’“. E sul fatto che i clienti con le case più belle non lascino mance, il commento ironico: “Penso che abbiano quelle case proprio perché non le danno”.