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Arrestato 17enne di Pescara che progettava una strage neonazista in una scuola: “Voleva fare come a Columbine”, trovate istruzioni per fabbricare ordigni e armi chimiche

Il ragazzino indagato vive nel Perugino. A preoccupare gli investigatori le informazioni per il reperimento di armi, alla loro fabbricazione con tecnologia di stampa 3D e alla preparazione del Tatp usato nelle stragi di Bruxelles e Parigi. Indagati altri sette minori con perquisizioni a Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo
Arrestato 17enne di Pescara che progettava una strage neonazista in una scuola: “Voleva fare come a Columbine”, trovate istruzioni per fabbricare ordigni e armi chimiche
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Progettava una strage come quella della Columbine High School che nel 1999 sconvolse gli Stati Uniti, voleva costruire esplosivi e armi chimiche e batteriologiche. Tutto in nome della superiorità della “razza ariana“. Così un 17enne di Pescara, che abita in provincia di Perugia, è finito ai domiciliari dopo un blitz scattato nelle prime ore di lunedì e che ha visto impegnati i Ros dei Carabinieri in collaborazione con i Comandi Provinciali competenti per territorio in quattro regioni: Abruzzo, Emilia-Romagna, Umbria e Toscana. Il giovane, come da disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i Minorenni di L’Aquila su richiesta di questa Procura per i Minorenni, è stato trasferito in un carcere minorile e deve rispondere delle accuse di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di detenzione di materiale con finalità di terrorismo.

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L’ipotesi di un massacro

Nell’operazione condotta dalle forze dell’ordine sono stati sequestrati manuali per la fabbricazione di congegni bellici e armi da fuoco, fino anche a indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, oltre a vademecum per il sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto, si apprende, inserito in una chiara cornice di finalità terroristica. Il blitz ha avuto lo scopo principale di prevenire un massacro che si sarebbe dovuto ispirare a quello della Columbine High School dove, sul finire degli Anni 90, Eric Harris e Dylan Klebold uccisero 14 persone. A preoccupare gli investigatori, in particolar modo, sono state le informazioni per il reperimento di armi, alla loro fabbricazione con tecnologia di stampa 3D e alla preparazione del Tatp (perossido di acetone), sostanza nota per l’estrema facilità di sintesi e già impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi, soprannominata la “madre di Satana”.

I contatti su Telegram

Dalle indagini sono emersi anche i contatti tra il minore e il vertice del gruppo Telegram denominato “Werwolf Division”, con contenuti e narrazioni legati alla supposta superiorità della “razza ariana” e alla costante glorificazione di stragisti di massa quali Brenton Tarrant, autore degli attentati alle moschee di Christchurch del 15 marzo 2019, e Anders Behring Breivik, autore degli attentati avvenuti a Oslo e Utoya il 22 novembre 2011, elevati a ”santi” per incentivare l’emulazione.

Gli altri indagati

Altre perquisizioni hanno interessato anche altri minorenni – sette sono gli indagati – nelle provincie di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo. Anche loro risultano indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Tutti i minori appaiono inseriti in un ecosistema virtuale transnazionale composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista e particolarmente sensibili alla carica istigatoria del materiale ideologico condiviso e alla fascinazione per la violenza e l’estremismo, spiegano le autorità.

L’inchiesta Imperium

Il ragazzino arrestato era già stato perquisito nell’ambito di un’indagine condotta a Brescia nei confronti di persone tutte sospettate di appartenere a gruppi virtuali di estrema destra con posizioni radicali neonaziste, suprematiste, xenofobe e antisemite. Sono stati gli stessi inquirenti dell’attuale operazione a spiegare che l’indagine avviata nell’ottobre scorso è stata originata dalla precedente attività antiterrorismo (indagine “Imperium“) conclusa nel luglio 2025 dalla sezione anticrimine carabinieri di Brescia e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di quella città nell’ambito della quale venne perquisito anche il minore coinvolto nell’esecuzione della misura cautelare.

In Lombardia un bresciano di 21 anni venne raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Vennero disposte dal pm 26 perquisizioni su tutto il territorio nazionale. In particolare l’indagine si era sviluppata attraverso il monitoraggio dei profili social Telegram e TikTok del ventunenne. Le investigazioni si erano quindi estese ad altri canali social, consentendo di identificare ulteriori 29 membri, molti dei quali di età compresa tra 18 e 25 anni (cinque dei quali minorenni all’epoca dei fatti), residenti su tutto il territorio nazionale e sottoposti a indagine.

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