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“Rita Pavone instancabile. Il suo video registrato in un giorno, per Rovazzi una settimana. Una cantante non iniziava le riprese senza una bottiglia di grappa”: parla il regista Claudio Zagarini

Il regista di videoclip racconta aneddoti su Rovazzi, Snoop Dogg e il primo video realizzato con l'IA per Ramazzotti e Pezzali

di Redazione FqMagazine
“Rita Pavone instancabile. Il suo video registrato in un giorno, per Rovazzi una settimana. Una cantante non iniziava le riprese senza una bottiglia di grappa”: parla il regista Claudio Zagarini

Ha alle spalle oltre vent’anni di carriera e ha firmato almeno 500 videoclip in Italia e all’estero (“In Italia ho lavorato con cantanti dei generi più disparati, da Fabio Rovazzi a Ornella Vanoni passando per J-Ax e Paola Turci”). Claudio Zagarini si racconta a Il Corriere della Sera e rivela alcuni aneddoti divertenti, avvenuti nel backstage di qualche set: “Negli Stati Uniti ho lavorato molto con Snoop Dogg: potete immaginare come si presentava sul set. Ogni tanto chiedeva quanto mancasse dopo cinque minuti. Una cantante, invece, non iniziava le riprese senza una bottiglia di grappa”.

L’artista che ha catturato l’attenzione di Claudio Zagarini è stata Rita Pavone: “È instancabile, ha un’energia pazzesca, superiore a quella di molti giovani. Il videoclip di Niente (Resistenza 74) con cui ha partecipato a Sanremo nel 2020 l’abbiamo registrato in una giornata sola. Per un video con Rovazzi è servita quasi una settimana…”.

Sulle location che gli sono rimaste impresse non ci sono dubbi: “Negli Stati Uniti, a New York: un campo di football americano asfaltato in cui erano state girate anche alcune scene della serie di film d’azione ‘Fast and furious’. In Italia invece l’Ex Teatro Nazionale, nel cuore di Firenze, per ‘Fiera di me’ di Irene Grandi. Ci siamo mossi tra travi e ponteggi perché era in restauro, però si respirava un’atmosfera magica”.

Poi un primato, il primo video realizzato con IA per il singolo di Eros Ramazzotti e Max Pezzali “Come nei film”: “È il primo al mondo realizzato interamente con l’intelligenza artificiale. Dai momenti in cui Eros e Max sono bambini e adolescenti, alle scene finali in cui si sono seduti al cinema ormai adulti è tutto frutto della tecnologia. Le uniche immagini reali sono quelle dei loro concerti. Io e Giovanni Abitante (il co-regista, ndr) abbiamo lavorato 19 ore al giorno per cinque giorni, ma ne è valsa la pena”.

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