Luciana Littizzetto ha “intercettato” le lettere con cui Meloni ha chiesto le dimissioni di Delmastro e Santanché. Nel suo consueto intervento a Che tempo che fa, la comica ha ironizzato sul terremoto interno al governo, inventando delle possibili missive della presidente del Consiglio.
“Stimatissimi colleghi, persone incappate in trascurabili momenti di illegalità – recita Littizzetto leggendo l’incipit delle lettere – Non sono arrabbiata con voi per la sconfitta. Va tutto bene, a volte si vince a volte si perde, in fondo è solo un referendum…non sono arrabbiata sono incazzata nera“.
L’invettiva di Meloni-Littizzetto è tragi-comica. “Comincio da te, Delmastro, che casualmente fa rima con disastro. Tu che dopo le tue chiacchierate con Donzelli ti abbiamo difeso dicendo ‘succede’, tu che dopo gli spari a capodanno ti abbiamo difeso dicendo ‘sfortuna’, tu che dopo aver aperto un ristorante con una 18enne prestanome ti abbiamo difeso dicendo ‘è una leggerezza’, tu sei tu sto giro l’agnello da fare alla brace”, inveisce la comica.
“E veniamo a te, Daniela. Mi hai scritto una lettera, l’ho letta sorseggiando Xanax. Tu per me da sempre, dito nella piaga. Ti avevo chiesto un passo indietro e tu hai fatto una giravolta. Mi hai fatto fare la figura della pappamolla. Questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso – sottolinea Littizzetto nei panni di Meloni – Ti ha mollato anche La Russa. Nel tuo giorno più nero Ignazio ha incontrato la famiglia nel bosco. Lui che gli hippy fino al giorno prima li inseguiva con il forcone”.
“C’è un tempo per l’amicizia e uno per il potere, un tempo in cui serviamo tutti per una causa e un tempo in cui la causa è la mia”, conclude Meloni-Littizzetto, invitando Santanché ad andare “via dai maronation”.