Se vi aspettate omini verdi o astronavi ipertecnologiche, siete fuori strada. Per il vicepresidente degli Stati Uniti, il mistero che da decenni solca i cieli americani ha contorni decisamente più oscuri e teologici. “Non credo siano alieni. Penso siano demoni, ma questo è un discorso più lungo”. Con queste parole, JD Vance ha riaperto in modo dirompente uno dei dossier più complessi e affascinanti d’America, unendo i segreti militari alla dottrina spirituale. Intervistato dallo youtuber e commentatore politico di destra Benny Johnson nel podcast “Benny Show”, il quarantunenne numero due della Casa Bianca ha confessato senza filtri la sua fascinazione per i fenomeni aerei non identificati (Uap). Ma è la rilettura del fenomeno a fare rumore. Cresciuto ateo e convertitosi al cattolicesimo sulla trentina, Vance inquadra la questione sotto una lente strettamente religiosa.
“Ci sono esseri celesti che volano in giro, che fanno cose strane alle persone”, ha spiegato il vicepresidente. “Credo ci sia il desiderio di descrivere tutto ciò che è ultraterreno come alieni”. La sua visione non ammette dubbi: “Ogni grande religione mondiale, incluso il cristianesimo in cui credo, ha compreso che là fuori ci sono cose strane, cose molto difficili da spiegare”. Vance ha poi aggiunto una riflessione sul dualismo morale dell’universo: “Penso all’interpretazione cristiana secondo cui c’è molto bene là fuori, ma c’è anche del male. E credo che uno dei grandi trucchi del diavolo sia convincere le persone che non siamo mai esistiti”.
La promessa: “Arriverò in fondo alla questione”
Vance non fa mistero della sua “ossessione“ per i dossier segreti, un chiodo fisso che lo accompagna sin dal suo insediamento. “All’inizio ero ossessionato dai file sugli Ufo. Poi inizi a essere davvero occupato a preoccuparti dell’economia, della sicurezza nazionale e cose del genere”, ha ammesso. Tuttavia, il vicepresidente ha fatto una promessa precisa: “Ho ancora tre anni ai vertici assoluti delle autorizzazioni di sicurezza. Arriverò in fondo alla questione dei file Ufo”. Nonostante il forte interesse, Vance ha rivelato di non aver ancora potuto sbirciare all’interno della celebre Area 51 nel deserto del Nevada o nelle strutture in New Mexico, a causa di agende istituzionali inconciliabili. “Ho già avuto un paio di momenti in cui ho detto: ‘Va bene, andiamo all’Area 51… andiamo a scoprire la verità’. E poi le tempistiche del viaggio non hanno funzionato. Ma fidatevi, sono più curioso di chiunque altro”.
I precedenti: dai droni in New Jersey a Roswell
Non è la prima volta che il vicepresidente tocca pubblicamente l’argomento. Già nell’agosto del 2025, ospite del podcast “Ruthless“, Vance aveva scherzato con il co-conduttore Michael Duncan a proposito dei celebri avvistamenti di Roswell, in New Mexico. “Hai visto degli alieni?”, aveva domandato Vance, sentendosi rispondere da Duncan di aver visto solo l’hangar. “Una volta che avrò capito se c’è qualcosa lì, mi assicurerò che tu sia il primo a saperlo”, aveva promesso il numero due di Trump. In quell’occasione, Vance si era detto concentrato sui video di oggetti volanti apparsi nei cieli del New Jersey e della East Coast nel dicembre 2024. Un mistero che, tuttavia, venne rapidamente smontato in un briefing ufficiale dalla portavoce della Casa Bianca, la quale chiarì che si trattava di semplici droni autorizzati dalla Federal Aviation Administration (Faa) per scopi ricreativi e di ricerca.
La strategia dell’amministrazione Trump
Le dichiarazioni di JD Vance si inseriscono in una precisa strategia comunicativa dell’attuale amministrazione, intenzionata a capitalizzare l’enorme interesse pubblico verso l’ignoto. Appena un mese fa, nel febbraio 2026, il presidente Donald Trump aveva annunciato sul suo social network Truth l’imminente divulgazione di file governativi “relativi alla vita aliena ed extraterrestre”. Il tycoon aveva garantito la diffusione di “tutte le informazioni collegate a queste questioni estremamente complesse, ma estremamente interessanti e importanti”. A completare il quadro c’è il Segretario di Stato Marco Rubio, da tempo in prima linea sul tema. Già nel 2023, quando sedeva in Senato, Rubio aveva affrontato la questione con estrema gravità, sostenendo che alti funzionari degli Stati Uniti avessero “conoscenza diretta” di un programma segreto del Pentagono dedicato esclusivamente al recupero di velivoli non identificati precipitati al suolo.