La “manipolazione dello stato W” potrebbe rivoluzione la fisica quantistica, quindi anche il tanto inseguito teletrasporto. Nelle scorse ore sui social, grazie ad un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, è tornato a far discutere il risultato di uno studio degli scienziati giapponesi del Riken risalente all’estate scorsa. Come spiegano al Corriere “la scienza non sta cercando di spostare la carne e le ossa. Il teletrasporto di cui discutono i fisici nei laboratori di tutto il mondo è un passaggio di informazioni”. Insomma, per teletrasporto quantistico non si intende lo spostamento fisico di un oggetto o di un essere vivente da un luogo all’altro. Al centro dell’attenzione dalla fisica quantistica da almeno una settantina d’anni sta il “trasferimento del suo stato quantistico”, quindi la trasmissione di precisissime istruzioni che vanno a ricostruire un oggetto/essere vivente altrove.
Scrive il Corriere: “È una distinzione apparentemente sottile ma molto importante: l’originale viene distrutto nel processo, e ciò che compare dall’altra parte è una copia perfetta. Una sorta di fax subatomico e istantaneo”. Parliamo insomma del fenomeno dell’entaglement, non proprio amato da un fisico classico come Albert Einstein, poi invece abbracciato da una larga fetta del mondo della fisica dopo i risultati degli esperimenti che hanno portato al Nobel del 2022. “L’entanglement è un legame indissolubile tra due particelle che, una volta unite, rimangono connesse indipendentemente dalla distanza che le separa. Se cambio lo stato di una particella, l’altra reagisce all’istante, anche se si trovasse dall’altra parte della galassia”. Questo è il teletrasporto quantistico. La scoperta giapponese con la manipolazione dello “stato W” sembrerebbe colmare proprio questo “ponte” sperimentato su sistemi ancora molto semplici.
I fisici del Riken hanno identificato e manipolato lo “stato W”: “una forma specifica e complessa di entanglement che coinvolge tre o più particelle. “Immaginate una conversazione di gruppo dove tutti sono perfettamente sincronizzati: lo stato W è la configurazione più robusta per permettere questo tipo di comunicazione multipla”, scrive il Corriere. “Se in un sistema a due particelle il legame è fragile, lo stato W garantisce che l’informazione rimanga integra anche se uno dei componenti del sistema viene disturbato o perso. Una sorta di rete di sicurezza subatomica: la chiave per trasformare un esperimento da laboratorio in un’infrastruttura reale”. Altrimenti definibile come una rete Internet quantistica dove le informazioni non viaggerebbero “sottoforma di impulsi elettrici o segnali luminosi che possono essere intercettati, ma tramite il teletrasporto degli stati quantistici”.