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Mangia un gelato con dentro dei chiodi e senza accorgersene ne ingoia uno: “Pensavo fosse una noce, ho subito danni permanenti a collo, testa, sistema nervoso”. Risarcita per 14 milioni

La donna, una 40enne della Florida, ha scoperto l’accaduto solo dopo una radiografia: nel gelato c’erano chiodi e frammenti metallici invisibili. La giuria le ha riconosciuto un maxi risarcimento

di Redazione FqMagazine
Mangia un gelato con dentro dei chiodi e senza accorgersene ne ingoia uno: “Pensavo fosse una noce, ho subito danni permanenti a collo, testa, sistema nervoso”. Risarcita per 14 milioni

Quella che doveva essere una pausa dolce si è trasformata in un incubo con conseguenze permanenti. Una donna della Florida ha ottenuto un risarcimento da 14 milioni di dollari dopo aver ingerito, senza saperlo, chiodi e frammenti metallici nascosti in un gelato. Lesioni gravissime che, secondo quanto emerso in aula, le avrebbero compromesso anche la possibilità di avere altri figli. A raccontare la vicenda è il New York Post.

Tutto risale all’11 settembre 2018, quando Brandy Buckley si ferma a un drive-through di una gelateria Bruster’s Ice Cream a Palm Bay e ordina un gusto burro e noci pecan. Un gesto quotidiano, apparentemente innocuo, che però si rivela tutt’altro. Dopo il primo assaggio qualcosa non torna. “Mi ero fermata al semaforo per prendere un po’ di gelato”, ha raccontato a WESH-TV. “Ho notato che c’era un chiodo di metallo nel cono, come incastrato, sembrava quasi incorporato”. La scoperta arriva però solo dopo aver già ingerito qualcosa di anomalo. “Quando ho deglutito ho sentito qualcosa in gola, come se si fosse bloccato”, ha spiegato. In un primo momento pensa si tratti semplicemente di un pezzo di noce: “Pensavo fosse una pecan, visto che avevo preso un gelato burro e noci pecan”. Il dubbio la spinge a recarsi in ospedale per un controllo. “Volevo solo capire, assicurarmi che fosse davvero una pecan. E invece non lo era”, ha detto. “Era un chiodo. Avevo ingoiato un chiodo”.

Il gelato conteneva “numerosi chiodi e frammenti di metallo”

Secondo quanto riportato nella causa, il gelato conteneva “numerosi chiodi metallici e/o frammenti di metallo”, non visibili a occhio nudo e quindi impossibili da individuare prima dell’assaggio. Le conseguenze sono state pesanti e permanenti: danni alla testa, al collo, agli arti e al sistema nervoso, oltre a cicatrici e deformazioni. La donna avrebbe riportato anche una perdita permanente di alcune funzioni corporee e danni neurologici duraturi. Insieme al marito Patrick, Buckley sostiene che l’episodio abbia avuto un impatto devastante anche sulla loro vita familiare. L’uomo ha dichiarato che quanto accaduto li ha privati “della possibilità di avere altri figli”. Alla vicenda si aggiunge anche il peso economico: spese mediche elevate, ricoveri, cure continue e perdita di reddito, oltre alla compromissione delle capacità lavorative future.

“La giuria ha esaminato le prove e ha emesso un verdetto equo”

La causa ha coinvolto diverse entità legate al marchio Bruster’s Ice Cream, accusate di non aver garantito la sicurezza del prodotto. Secondo i legali, il sistema di produzione (che prevede la preparazione quotidiana del gelato in negozio da parte di personale certificato) avrebbe subito un guasto grave, permettendo la distribuzione di un alimento contaminato. Inizialmente la richiesta di risarcimento superava i 15 mila dollari, soglia minima per avviare il procedimento, ma la giuria ha poi stabilito un indennizzo di 14 milioni, ritenuto proporzionato alla gravità e alla permanenza delle lesioni. “La giuria ha esaminato le prove e ha emesso un verdetto equo, considerando i gravi danni subiti dalla mia cliente”, ha dichiarato l’avvocato della donna, Scott Alpizar.

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