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“Ho temuto di morire. Sono stata male alla prima del mio spettacolo, sono svenuta. Lascio il teatro per sempre, ora penso alla mia salute e mi sposo”: parla Corinne Clery

Dal malore che la spinge a lasciare il teatro alla tregua col figlio, fino alle nozze, l'attrice è stata ospite di Monica Setta a Storie al bivio

di Redazione FqMagazine
“Ho temuto di morire. Sono stata male alla prima del mio spettacolo, sono svenuta. Lascio il teatro per sempre, ora penso alla mia salute e mi sposo”: parla Corinne Clery

Non solo l’addio al teatro, ma anche una nuova vita che riparte da un sì. Corinne Clery racconta il momento più difficile della sua carriera e insieme quello più intimo della sua vita privata, tra paura, malattia e un matrimonio imminente. “Ho temuto di morire: sono stata male alla prima del mio spettacolo teatrale, sono svenuta, ho perso i sensi e ho dovuto smettere la tournée. Sto facendo ancora mille esami, sto meglio ma ho deciso di lasciare il teatro per sempre e di pensare solo alla mia salute”. L’attrice, ospite di Monica Setta nella puntata di Storie al bivio in onda sabato 28 marzo su Rai2, spiega come quel malore improvviso abbia segnato una cesura definitiva: il palcoscenico, per lei, è ormai un capitolo chiuso.

“Dopo quattro anni di frequentazione sono pronta a sposare Claudio”

Ma nella stessa confessione arriva anche una svolta personale. “Dopo quattro anni di frequentazione sono pronta a sposare Claudio – dice l’attrice – E lo farò con tutta probabilità il 25 dicembre a Parigi. Faremo poi una festa in Provenza da mia sorella Florance. Non sposo Claudio per amore o per sesso, ma perché gli voglio bene e lui sa starmi accanto con un affetto unico”. Sul fronte familiare, invece, resta una ferita ancora aperta, anche se in una fase più silenziosa. Dopo anni di battaglie legali con il figlio, oggi si parla di tregua: “Non ho notizie da un po’ e credo che la querela che mi aveva fatto potrebbe essere archiviata”. Eppure il dolore, quello più profondo, riaffiora nei ricordi. “Ho sofferto troppo per lui, ma come ogni mamma, se tornasse da me sarei pronta ad abbracciarlo e a perdonare”. Un legame mai davvero reciso, nonostante tutto. “Avevo preso un virus che poteva essere letale – prosegue -. Temetti davvero di non farcela e chiesi a mio figlio se si potesse occupare di me e lui, seduto sul mio letto di dolore, disse ‘si mamma, penso io a te’. Poi le cose sono andate esattamente nel modo opposto e io ho sofferto le pene dell’inferno”.

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