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Scoiattoli fimati mentre “svapano” sigarette elettroniche raccolte dalla strada: i video virali e i pericoli per i piccoli roditori

Gli esperti spiegano che gli animali sono attratti dagli aromi fruttati delle e-cig: il rischio è l’ingestione di microplastiche e nicotina, con effetti potenzialmente dannosi

di Redazione FqMagazine
Scoiattoli fimati mentre “svapano” sigarette elettroniche raccolte dalla strada: i video virali e i pericoli per i piccoli roditori

È un’immagine che colpisce, e no, Zootropolis non c’entra. È un vero scoiattolo quello che, in un video diventato virale, tiene tra le zampine una sigaretta elettronica. Siamo a Brixton, nel sud di Londra, e la storia arriva dal Telegraph. Il piccolo roditore sembra rosicchiare il dispositivo: ad attirarlo, spiegano gli esperti, non sarebbe la nicotina ma l’odore fruttato tipico di alcune e-cig che viene scambiato per cibo. E non si tratta di un caso isolato: online circolano più video simili, girati anche in altre città.

“Un tempo si vedevano molti mozziconi di sigaretta abbandonati, ma non ricordo scoiattoli che li raccogliessero. È ragionevole pensare che una sigaretta elettronica, con aromi fruttati, sia più attraente rispetto a un prodotto del tabacco tradizionale”, spiega Craig Shuttleworth, esperto di scoiattoli rossi all’Università di Bangor.

Il rischio per gli animali è concreto

Il rischio è concreto. Gli animali possono ingerire microplastiche mentre rosicchiano i dispositivi, ma anche assumere nicotina, una sostanza che non incontrano in natura. “È un chiaro promemoria dei rischi che i rifiuti abbandonati rappresentano per la fauna selvatica. Invitiamo a smaltirli in modo sicuro e responsabile”, sottolinea un portavoce della Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA=.

Non si tratterebbe nemmeno di un caso isolato. La stessa RSPCA aveva già segnalato la morte di un uccello in Nuova Zelanda dopo aver ingerito una sigaretta elettronica. “È solo la punta dell’iceberg, perché molti incidenti che coinvolgono la fauna selvatica non vengono né visti né segnalati”, spiega l’esperta Evie Button. E il problema non riguarda solo gli animali selvatici: il Veterinary Poisons Information Service ha registrato 680 segnalazioni legate alle e-cig dal 2017, il 96% delle quali riguarda cani.

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