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“Le cose di sinistra più straordinarie le diceva Papa Francesco. Prima di lui c’è stato don Gallo, di cui mi fidavo ciecamente. Ora l’unico che ascolto è Mattarella”: così Alba Parietti

Dalla militanza politica al no a Berlusconi: la conduttirce ripercorre con La Stampa le sue scelte, tra ideali, ripensamenti e un rapporto che nel tempo si è trasformato in rispetto reciproco

di Vittorio Saladini
“Le cose di sinistra più straordinarie le diceva Papa Francesco. Prima di lui c’è stato don Gallo, di cui mi fidavo ciecamente. Ora l’unico che ascolto è Mattarella”: così Alba Parietti

Alba Parietti ha detto di no a 9 miliardi delle vecchie lire. Una follia. Non per lei. Non per chi è figlia di un partigiano, per chi al suo liceo artistico a Torino era promotrice di tutti gli scioperi, “facevo picchettaggio, ero nel gruppo ‘Quarta internazionale'”. Il suo mito, così come quello di suo padre, era Enrico Berlinguer, “anche se per moda stavo nei gruppi trotzkisti. Ero comunque bravissima a convincere gli altri ad andare in corteo”. Parole pronunciata a La Stampa. Parole di chi oggi si definisce di sinistra “se ci fosse la sinistra…”. Perchè “le cose di sinistra più straordinarie le diceva Papa Francesco, che mi aveva fatto riavvicinare alla Chiesa. Morto lui, è morto un riferimento spirituale importantissimo, e prima di lui c’è stato don Gallo, di cui mi fidavo ciecamente. Ora l’unico che ascolto è Mattarella“.

“Affrontai Berlusconi in maniera molto sgarbata e antipatica”

E l’offerta di Silvio Berlusconi? “Oggi – confessa al quotidiano di Torino – sembra folle rinunciare a quella cifra, ma nel ’93-’94 Berlusconi stava entrando in politica. Andai ad Arcore con Stefano Bonaga, che era il mio fidanzato e che aveva una grande influenza su di me: diceva che se accettavo non avrei più avuto la mia libertà di esprimermi, così affrontai Berlusconi in maniera molto sgarbata e antipatica, pensavo che con tutto quel denaro volesse comprarmi l’anima. E dissi di no”.

“Con me è stato comprensivo, in quegli anni ho iniziato a lavorare nelle sue tv”

“Ci è rimasto male?”, chiede La Stampa. Risposta: “Con me è stato molto comprensivo, tanto che proprio in quegli anni ho iniziato a lavorare nelle sue tv: a Striscia e come prima donna presentatrice del Telegatto“. Poi confessa di essersene un po’ pentita: “Ho pensato di aver sbagliato, fra noi c’è stata grande stima e rispetto reciproco. Ricordo una cena a casa di Krizia in Sardegna: Mariuccia l’aveva massacrato in un’intervista e Berlusconi invece di incazzarsi si fece invitare: arrivò splendido splendente, c’era il Gotha dell’intellighenzia di sinistra, credo Lina Wertmüller, Franco Rosi e la moglie. A fine serata erano tutti innamorati e sedotti”.

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