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“Il successo? Vado sempre allo stesso bar, ho gli stessi amici, sono pure un po’ cretino… Mi accorgo se qualcuno vuole approfittarsi, ma devo vivere sereno”: così Eddie Brock

A Ciao Maschio il racconto senza filtri: dal lavoro fino a dicembre al successo di Sanremo, senza perdere bar e amici di sempre

di Redazione FqMagazine
“Il successo? Vado sempre allo stesso bar, ho gli stessi amici, sono pure un po’ cretino… Mi accorgo se qualcuno vuole approfittarsi, ma devo vivere sereno”: così Eddie Brock

Dal lavoro “normale” fino a poche settimane prima di Sanremo a un presente completamente diverso, sotto i riflettori. Eddie Brock si racconta a Ciao Maschio, ospite di Nunzia De Girolamo, ripercorrendo il passaggio improvviso verso il successo.

“Ma io non penso tanto a gestire le cose, mi faccio un po’ trasportare dalle emozioni”, dice, spiegando il suo approccio a una notorietà arrivata rapidamente. Fino a pochi mesi fa, infatti, la sua vita era molto diversa: “Fino al 15 dicembre lavoravo, ora come ora mi ritrovo a fare un altro lavoro. Ma ero contento prima, sono contento ora, ho sempre cercato di arrangiarmi e anche di essere felice con le piccole cose”. Un equilibrio che prova a mantenere anche adesso, senza proiettarsi troppo avanti: “Sono contento perché comunque si sta realizzando un sogno, poi tu mi dirai quanto dura, che ne so. Però intanto me lo godo“.

Nel corso dell’intervista, spazio anche a Avvoltoi, il brano presentato al Festival di Sanremo 2026, che affronta il tema delle relazioni tossiche. Brock chiarisce subito: “La storia non è autobiografica perché io mi annoio dopo un po’ a parlare sempre di me stesso”. Ma il coinvolgimento personale non manca: “Ho raccontato la storia di questa mia amica che non riusciva più a entrare a fondo in una relazione per paura poi del futuro e del dolore futuro”. E aggiunge: “Ho assolutamente messo le mie emozioni dentro perché anche io quando ero un po’ più piccolo mi ritrovai in una relazione tossica che poi non ho saputo gestire fin quando non è finita”. Un passaggio che si allarga a una riflessione più generale: “Non è mai colpa della vittima o un demerito… tante volte ti ritrovi debole in una situazione, più fragile, e le persone magari tendono ad approfittarsene”.

Infine, il rapporto con la notorietà e con chi si avvicina quando cambia la percezione del successo. Brock racconta di restare legato alle sue abitudini: “Sai che c’è? È che io vado sempre allo stesso bar, ho sempre gli stessi amici, sono pure un po’ cretino…”. E conclude: “Mi rendo conto quando una persona se ne vuole approfittare. Poi tanto se ti vogliono fregare, ti fregano, c’è niente da fare, quindi devo vivere pure un po’ sereno”.

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