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Corona-Signorini, i giudici delimitano i confini: stop ai contenuti diffamatori ma non al format. L’avvocato Chiesa: “Falsissimo torna”

I giudici confermano la rimozione dei contenuti ritenuti diffamatori contro Signorini e ne vietano la diffusione futura, ma riconoscono a Corona il diritto di esprimersi entro i limiti di verità, interesse pubblico e continenza

di Redazione FqMagazine
Corona-Signorini, i giudici delimitano i confini: stop ai contenuti diffamatori ma non al format. L’avvocato Chiesa: “Falsissimo torna”

Il Tribunale di Milano conferma il blocco dei contenuti diffusi da Fabrizio Corona su Alfonso Signorini, ma ne ridefinisce i limiti. I giudici hanno accolto solo in parte il reclamo dell’ex agente fotografico, restringendo il perimetro del provvedimento d’urgenza deciso a gennaio. In sostanza, Corona dovrà rimuovere i video e i contenuti in cui accusa Signorini di presunti “ricatti sessuali” senza prove, lo insulta o viola la sua privacy, come nel caso della foto “nudo e di spalle”. Per il Tribunale si tratta di materiale diffamatorio e lesivo, che va eliminato e non potrà essere riproposto.

Rispetto al primo provvedimento, però, cambia qualcosa: non tutti i contenuti devono essere cancellati indistintamente, ma solo quelli che superano i limiti della continenza e non rispettano i criteri di verità e interesse pubblico. I giudici parlano di “lesione gratuita dell’onore e del decoro” e sottolineano che accuse così gravi sono state presentate come fatti certi, senza verifiche, quando invece esistono solo ipotesi di reato ancora al vaglio.

Allo stesso tempo viene ribadito un principio: a Corona non può essere negato il diritto di esprimersi. Può continuare a parlare e a produrre contenuti, ma nel rispetto di verità, pertinenza e toni adeguati. Sul piano pratico, il Tribunale revoca l’obbligo di consegnare tutto il materiale in cancelleria e riduce la penale per ogni giorno di ritardo nella rimozione dei contenuti da 2.000 a 750 euro.

Resta lo scontro tra le parti

I legali di Signorini, Daniela Missaglia e Domenico Aiello parlano di decisione che “conferma l’illiceità dei contenuti diffusi, ne ordina la rimozione e ne vieta la reiterazione”, sottolineando che le accuse più gravi non trovano riscontro e che la libertà di espressione “non copre l’insulto né accuse non verificate”.

Di segno opposto la lettura del fronte Corona. In un video pubblicato su Instagram, accompagnato dalla frase “Prima vittoria di quella che sarà una lunga battaglia. A breve grandi novità”, l’avvocato Ivano Chiesa rivendica il risultato: “Fabrizio Corona non è sparito, ha scelto di restare in silenzio in attesa di questa decisione“. Poi insiste: “A dispetto di quello che si sta scrivendo, abbiamo vinto. Il ricorso è stato parzialmente, ma nella gran parte accolto”. Secondo il legale, il punto centrale riguarda il diritto di cronaca: “Il tribunale ha stabilito che ce l’hanno tutti i cittadini italiani, non solo i giornalisti professionisti. Quindi ce l’ha anche Fabrizio Corona, che non può essere tacitato ma deve poter dire quello che vuole”. Un diritto che resta comunque legato a condizioni precise: “La continenza, quindi senza insultare, e la trasparenza, esplicitando quando si parla di fatti sotto indagine. Ed è quello che Fabrizio Corona farà“. Da qui la linea: nessuna marcia indietro, anzi. Chiesa annuncia “nuove iniziative e grosse novità”, spiegando che Corona è pronto a tornare online con una nuova puntata di Falsissimo.

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