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Sei persone in ospedale e lavanda gastrica urgente: pranzo di famiglia indigesto per le fettuccine ai funghi

Corsa in ospedale dopo un pranzo a base di funghi: sei persone sottoposte a lavanda gastrica al Santa Scolastica di Cassino

di Redazione FqMagazine
Sei persone in ospedale e lavanda gastrica urgente: pranzo di famiglia indigesto per le fettuccine ai funghi

Un pranzo di famiglia a Pontecorvo si è trasformato in un’autentica corsa contro il tempo. Sei commensali, dopo aver gustato fettuccine ai funghi, hanno accusato malori improvvisi: vomito, dolori addominali e nausea hanno costretto tutti a un ricovero d’urgenza al Santa Scolastica di Cassino. Una scena che ha riportato alla memoria dei locali il famoso “caso Gubbio”, l’episodio che fece parlare l’Italia per un’intossicazione di massa causata da un pranzo a base di pesce.

Secondo quanto riportato dall’ANSA, i sintomi si sono manifestati immediatamente al termine del pranzo, spingendo i sei a recarsi al Presidio Sanitario di Pontecorvo. Vista la gravità, sono stati trasferiti in ambulanza all’ospedale Santa Scolastica di Cassino, dove i medici hanno praticato lavanda gastrica e avviato terapie specifiche per contrastare l’avvelenamento.

Come da protocollo, i funghi avanzati dal pasto sono stati sequestrati e analizzati in laboratorio per verificarne la pericolosità, mentre i pazienti, rimasti in osservazione secondo le procedure standard, sono stati dichiarati fuori pericolo già nella mattinata seguente.

La similitudine con il “caso di Gubbio”

Il riferimento al “caso Gubbio” serve come paragone mediatico: i fatti risalgono al 2 ottobre 2022, quando un gruppo di appassionati di pesca sportiva si ritrovò in un ristorante del centro storico per un pranzo collettivo di 101 commensali, con specialità di pesce appena pescato. Subito dopo il pasto, una ventina di partecipanti accusarono nausea e diarrea, dando origine a scene descritte come “apocalittiche” in messaggi e audio circolati sui social.

Sul posto intervennero ambulanze e alcune persone furono portate in ospedale, ma le indagini della Usl Umbria 1 chiarirono che non si trattò di un’intossicazione alimentare collettiva, bensì di malori sporadici, e che molte delle foto e dei racconti diffusi erano falsi o amplificati dalla viralità online. L’episodio, ormai noto nell’immaginario collettivo, torna alla mente leggendo di Pontecorvo: due vicende diverse, ma entrambe legate alla sorpresa e al timore generato dai malori improvvisi dopo un pasto.

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