A teatro racconta del rapporto padri e figli nello spettacolo “Sfidati di me“. Lui si è raccontato al Corriere della Sera, a partire da un episodio della sua adolescenza: “Avevo 17 anni e non avevo il foglio rosa. Mio padre torna a casa e dice: ‘Mi devo essere completamente rincoglionito: ogni giorno parcheggio la macchina e il giorno dopo mi sembra che sia posteggiata da un’altra parte’. La usavo io per fare i giri dell’isolato ma non ritrovavo mai il posto dove l’aveva messa lui”, le parole di Paolo Kessisoglu.
L’idea di mettere in scena questa dinamica padri-figli è arrivata perché “la pandemia ha messo in crisi la generazione che è anche quella di mia figlia, è stata un evento che mi ha fatto riflettere, ho avvertito un forte disagio confermato anche dai numeri di accesso di tanti ragazzi alle strutture sanitarie. La relazione genitori-figli è un tema che mi tocca”. E Kessisoglu ha infatti fondato un’associazione no profit assieme alla compagna Silvia Rocchi, “C’è da fare”. Quanto al rapporto con sua figlia, l’attore dice di aver commesso non un solo errore ma “troppi. Sicuramente invece un errore dal quale mi guardo è essere superficiale. A volte di fronte a un campanellino d’allarme, la prima reazione è dire: non sto a rompere le scatole. Invece no, bisogna sempre provare a parlare. Forse fa stare un po’ meglio loro, ma sicuramente fa stare meglio te”.
La domanda, puntuale, su un altro ‘figlio’, l’eterno ragazzo Luca Bizzarri, che ha una sorta – dice il giornalista Renato Franco – di dipendenza dai social: “Con Luca sui social abbiamo sempre avuto un approccio diverso e opinioni distanti: non so quanto sia dipendente e invece quanto si diverta. Forse più la seconda, che poi potrebbe dare come risultato la prima. Si è divertito talmente tanto che non riesce più a farne a meno. Non so come fa, a me sembra di non avere tutto quel tempo“.
Luca e Paolo, coppia tv, e spesso indicati come ‘di sinistra’: “Mi viene da ridere perché in realtà io e Luca facciamo lunghe discussioni. A volte sono io che gli dico che è diventato destrorso. Altre lui accusa me. E la cosa mi piace perché evidentemente tentiamo di avere un’idea nostra”. Poi, uno svelamento sulla perenne rissa tra Bizzarri e Gasparri: “Lui e Gasparri sono ormai come Mondaini e Vianello, come George e Mildred. Sono cinque anni che litigano e hanno già fatto pace due volte. È tutta una manfrina (…). Andrà a finire così: lui e Gasparri fanno la copertina di diMartedì, mentre io sono in collegamento e mi pigliano per il culo”.