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Harry e Meghan di nuovo nella bufera: raccolte 33mila firme contro il loro viaggio extralusso in Australia pagato con i soldi pubblici

I Duchi di Sussex tornano nel Paese per il "Meg-stock", un evento da quasi 2.000 euro a biglietto. L'indignazione dei cittadini alle prese con il carovita e la corsa contro il tempo dell'hotel, ancora in cantiere, che ospiterà l'appuntamento

di Redazione FqMagazine
Harry e Meghan di nuovo nella bufera: raccolte 33mila firme contro il loro viaggio extralusso in Australia pagato con i soldi pubblici

Il viaggio di Harry e Meghan in Australia? Se lo paghino loro. Ogni stormir di foglia attorno ai duchi del Sussex è ghiotta occasione di polemica. E spesso queste polemiche sono tirate per i capelli. Ne è la prova la petizione pubblicata su Change.org intitolata Nessun finanziamento pubblico o sostegno ufficiale per la visita privata di Harry e Meghan in Australia e promossa da Beyond Australia, un’organizzazione che si batte per i diritti civili. La petizione chiede alla celebre coppia di pagare di tasca propria le spese del viaggio in Australia il mese prossimo esortando i ministri a stabilire un limite invalicabile: nessun centesimo di fondi pubblici sarà utilizzato per le misure di sicurezza, la logistica del viaggio o qualsiasi altra spesa che la visita possa comportare.

Ebbene, la petizione ha raccolto ad ora poco più di 33mila firme. Ora, l’Australia non è di certo un paese popolato come l’Italia (27milioni di abitanti contro 59 milioni), ma 33mila firme le raccoglie su Change.org anche petizioni tipo Insegnare le manovre salvavita nelle scuole o No alla riforma degli istituti tecnici. La petizione per Proteggere la storica librerai Hoepli di Milano ha quasi il doppio delle firme della petizione australiana contro i Sussex. Eppure nessuna di queste raccolte fa notizia in sé riempiendo sociale e web di click. Ad ogni modo quelli di Beyond Australia hanno spiegato che “le attività sono private e commerciali e devono essere trattate rigorosamente come una visita privata. In un momento in cui gli australiani si trovano ad affrontare notevoli pressioni dovute all’aumento del costo della vita, tra cui l’aumento della spesa alimentare, dei prezzi del carburante, le difficoltà legate ai mutui causate dall’aumento dei tassi di interesse e l’incremento dei costi energetici, le risorse pubbliche devono essere utilizzate in modo responsabile e distribuite equamente, senza trattamenti di favore per individui di alto profilo”.

Tutto giusto e tutto condivisibile, anche se poi le autorità federali e statali australiane hanno precisato che il viaggio di Harry e Meghan è finanziato privatamente. Al centro della visita c’è l’evento promozionale sul turismo balneare organizzato da Meghan, chiamato Her Best Life Retreat, che si svolgerà per tre giorni a partire dal 17 aprile, attirando un pubblico di circa 300 persone, con biglietti esauriti, in un hotel con vista su Coogee Beach. I tagliandi sono andati a ruba e costano sui 2000 euro l’uno. L’evento si svolgerà presso l’Hotel InterContinental che offre una piscina – ancora in costruzione ma pronta per l’arrivo di Meghan – a sfioro con vista panoramica sul Mar di Tasman, spa, bar, terrazze. Insomma tanto rumore per nulla, ma soprattutto occhio ai numeri, e all’odio un po’ pompato contro questi due ragazzotti oramai diventati adulti che hanno commesso l’errore di provare ad essere normali senza capirci nulla.

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