In queste ore si commemora Gino Paoli, scomparso il 24 marzo all’età di 91 anni. I funerali organizzati in forma strettamente privata, niente camera ardente, le ceneri sparse nel suo adorato mare ligure. Tutti passi essenziali che racchiudono il carattere riservatissimo e schivo del cantautore. E anche in merito alla suddivisione dell’ingente eredità tutto è avvolto nel massimo riserbo.
Ma alcune cose sono certe, nero su bianco. La Senza Fine Srl è la società costituita per gestire il patrimonio immateriale del cantautore che gli esperti “stimano tra i 20 e i 25 milioni di euro”, riporta Il Messaggero. Oltre naturalmente al “tesoretto” da 450mila euro all’anno come diritti d’autore.
Ma nello specifico si parla di “ricavi compresi tra 600mila e 800mila euro annui, derivanti quasi esclusivamente dallo sfruttamento dei diritti editoriali e dalle royalty. Il patrimonio netto si attesta intorno a 2,7 milioni di euro, con riserve di utili accumulate che superano 1,5 milioni. In cassa più di 900mila euro di liquidità immediata“.
Vanno naturalmente aggiunte le proprietà immobiliari e altri investimenti mobiliari in tutta Italia. Paoli aveva che il vitalizio parlamentare maturato durante il mandato da deputato indipendente nelle liste del Pci tra il 1987 e il 1992: un assegno di 2.140 euro netti mensili.
Della gestione di Senza Fine Srl si occupa la seconda moglie, Paola Penzo, sposata nel 1991, affiancata dai tre figli avuti da Paoli Nicolò (46 anni), Tommaso (34 anni) e Francesco (26 anni). A loro per l’eredità si aggiunge sicuramente Amanda Sandrelli, nata nel 1964 dalla relazione di Paoli con Stefania Sandrelli. Se fosse ancora vivo, nel quadro ereditario sarebbe entrato anche Giovanni, il figlio avuto da Anna Fabbri, morto di infarto nel 2005.