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“Dalla parte dei crostacei” per una Pasqua consapevole: come gustare astici, granchi e aragoste senza infliggere sofferenze

La campagna “Dalla parte dei crostacei” punta a sensibilizzare cittadini e ristoratori, invitando a rispettare astici, granchi e aragoste senza rinunciare al piacere del gusto pasquale

di Redazione FqMagazine
“Dalla parte dei crostacei” per una Pasqua consapevole: come gustare astici, granchi e aragoste senza infliggere sofferenze

Con l’arrivo della Pasqua, astici, granchi e aragoste tornano a essere protagonisti sulle tavole italiane. Ma dietro la tradizione culinaria, una nuova campagna europea mette in luce un lato cruento: il dolore che questi animali possono provare quando vengono conservati e venduti vivi.

La coalizione “Dalla parte dei crostacei”, formata da Ali, Animal Equality, Ciwf, Enpa, Essere Animali, Lav, Leal e Oipa, chiede alle istituzioni di riconoscere i crostacei come “esseri senzienti”, capaci di provare sofferenza, e di vietarne la vendita e l’esposizione vivi nei banchi di pescheria o in acqua ghiacciata. La motivazione è chiara: “anche i duri soffrono”, una corazza dura e apparentemente invincibile non protegge questi animali dal terrore di finire nelle mani dell’uomo.

Secondo la coalizione, la convinzione che la cottura di un animale vivo garantisca freschezza o sapore migliore è una leggenda culinaria. In realtà, pesci e crostacei già morti ma ben conservati arrivano altrettanto freschi sulle tavole, senza infliggere inutili sofferenze. Durante trasporto e vendita, gli animali vivi vengono spostati, sollevati e manipolati più volte: una pratica che causa stress e dolore, non percepibile come urlo o movimento, ma reale. Le chele legate impediscono anche i minimi tentativi di difesa o fuga, accentuando la sofferenza.

Cittadini e ristoratori uniti per una Pasqua etica

La campagna punta anche sul coinvolgimento dei cittadini: manifesti e iniziative saranno diffusi in bar, ristoranti, luoghi di lavoro e circoli, per sensibilizzare senza chiedere di rinunciare al pesce sulle tavole pasquali. Come sottolineano gli attivisti, “non si tratta di rinunciare all’astice nel menù, semplicemente non ha senso farlo arrivare nel piatto con un bagaglio di inutile dolore aggiuntivo”.

Secondo un sondaggio commissionato dalla coalizione, circa il 60% degli italiani è già sensibile al benessere animale, compresi quelli destinati al consumo. La speranza è che la Pasqua diventi anche un momento di consapevolezza, dove tradizione e rispetto per gli animali possano coesistere senza contraddizioni.

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