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“Babbo mio”: l’addio di Amanda Sandrelli a papà Gino Paoli e la storia di un amore che sfidò le convenzioni

La figlia saluta il cantautore con un commovente post in bianco e nero sui social. Il ricordo riaccende i riflettori sulla travolgente e scandalosa relazione nata negli anni Sessanta tra la quindicenne Stefania Sandrelli e il musicista genovese

di Redazione FqMagazine
“Babbo mio”: l’addio di Amanda Sandrelli a papà Gino Paoli e la storia di un amore che sfidò le convenzioni

Una fotografia in bianco e nero e due sole, potentissime parole: “Babbo mio”. È l’ultimo saluto, essenziale e carico di affetto, che Amanda Sandrelli ha affidato al suo profilo Instagram per congedarsi dal padre Gino Paoli, scomparso ieri all’età di 91 anni. Un messaggio brevissimo che racchiude il legame profondo con un genitore la cui figura, fin dal primo respiro della figlia, è stata indissolubilmente legata a una delle storie d’amore più discusse, complesse e affascinanti del Novecento italiano.

Il patto sul nome e la nascita in Svizzera

La venuta al mondo di Amanda, avvenuta a Losanna in Svizzera nel 1964, fu fin da subito avvolta dalle rigide dinamiche sociali dell’epoca. In quel momento, infatti, Gino Paoli era già sposato con Anna Fabbri, dalla quale aveva avuto appena tre mesi prima il figlio Giovanni (scomparso recentemente, nel 2025). Stefania Sandrelli, madre di Amanda, aveva invece solo 18 anni. Il fatto che la bambina avesse ereditato alla nascita il cognome materno generò per anni l’equivoco di un mancato riconoscimento da parte del cantautore. La realtà, come chiarito in seguito dalla stessa attrice, era ben diversa e frutto di un accordo preciso tra i due giovani genitori: fu Paoli a scegliere il nome di battesimo “Amanda”, mentre a Stefania spettò la decisione di darle il proprio cognome. Solo molti anni dopo, divenuta adulta, Amanda deciderà di aggiungere legalmente anche il cognome paterno.

1961: il colpo di fulmine alla Bussola di Viareggio

Ma per capire le radici di questo legame bisogna riavvolgere il nastro fino al 5 giugno 1961. Il palcoscenico dell’incontro è il celebre locale “La Bussola” di Viareggio. Gino Paoli ha 26 anni, è un artista già affermato e un uomo sposato. Stefania Sandrelli è un’adolescente di soli 15 anni, ma con il volto già noto al grande pubblico grazie al successo cinematografico di Divorzio all’italiana di Pietro Germi. Basta un ballo insieme per innescare una scintilla inarrestabile. Inizia così una relazione intensa che finisce immediatamente nel mirino della stampa scandalistica. La notevole differenza d’età e lo stato civile del musicista trasformano la loro passione in un caso mediatico nazionale, un vero e proprio affronto alle convenzioni borghesi dell’Italia del boom economico.

Il dramma, le tensioni e l’amicizia con Tenco

La storia tra il cantautore e la giovane attrice attraversa anni di continui alti e bassi, intrecciandosi con altre figure di spicco del panorama culturale. Tra queste, l’ex compagna di Paoli, Ornella Vanoni, e soprattutto il fraterno amico Luigi Tenco, che non nascose mai le sue aspre critiche verso quella relazione considerata troppo turbolenta. Il culmine della tensione emotiva si raggiunge nel 1963, quando Paoli tenta tragicamente il suicidio sparandosi un colpo di pistola al cuore (il proiettile rimarrà conficcato nel torace per il resto della sua vita). L’episodio drammatico amplifica ulteriormente la morbosità dei media, ma non spezza il legame con la Sandrelli. L’anno successivo, nel 1964, nascerà appunto Amanda.

L’epilogo: dall’amore alla stima reciproca

Come le fiamme che bruciano troppo in fretta, anche la loro relazione sentimentale finisce per consumarsi negli anni immediatamente successivi alla nascita della figlia. Le strade si dividono fisicamente e professionalmente: Stefania Sandrelli si trasferisce in pianta stabile a Roma per consacrarsi definitivamente nel mondo del cinema, mentre Paoli prosegue il suo percorso musicale. La fine della passione, tuttavia, non ha mai cancellato il rispetto. I due protagonisti di questa irripetibile stagione di cronaca rosa hanno saputo trasformare lo scandalo in un rapporto di profonda stima reciproca. La sintesi perfetta di questo percorso l’ha fornita, in tempi non sospetti, la stessa Stefania Sandrelli, definendo il loro legame come “un grande amore trasformato in ammirazione per il suo talento“. Un talento che oggi, insieme a lui, saluta l’Italia intera.

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