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“Volevo tenere una foca nella vasca dell’hotel, fui costretto a scambiarla con due pinguini. L’orgasmo? È… come quella che c’è nelle conchiglie”: l’esilarante botta e risposta tra Gino Paoli e Ornella Vanoni

Nel giorno della scomparsa del cantautore a 91 anni, torna alla memoria la storica doppia intervista a "Che tempo che fa" dell'ottobre 2023. Un dialogo surreale tra memorie sbiadite, aneddoti folli e i retroscena sulla genesi di "Senza fine" e "Il cielo in una stanza"

di Redazione FqMagazine
“Volevo tenere una foca nella vasca dell’hotel, fui costretto a scambiarla con due pinguini. L’orgasmo? È… come quella che c’è nelle conchiglie”: l’esilarante botta e risposta tra Gino Paoli e Ornella Vanoni

“Ti faccio una domanda semplice”. “Ok ma parla forte perché non ti sento”. “Quando hai cominciato a bere te lo ricordi?”. “No”. “Eravamo a Vallombrosa e tu hai cominciato a bere e fumare lì. Ero ubriaca anche io, e per farti riprendere dalla sbornia ti ho infilato in una vasca congelata che a momenti muori“. “Però non sono morto”. Basterebbe questo scambio di battute per sintetizzare il rapporto unico, fatto di genialità e affetto sincero, tra Ornella Vanoni e Gino Paoli. Nel giorno in cui la musica italiana piange la scomparsa del cantautore genovese all’età di 91 anni, il ricordo corre inevitabilmente all’intervista doppia andata in onda il 29 ottobre 2023 nel salotto televisivo di Fabio Fazio a “Che tempo che fa“. Un incontro che si è trasformato in un pezzo di storia della televisione, giocato sul filo dell’ironia e della vecchiaia che cancella i ricordi.

Durante l’ospitata, organizzata per presentare l’autobiografia di Paoli (“Cosa farò da grande“, edita da Bompiani), il contrasto tra i due artisti è emerso in tutta la sua forza. Di fronte alla lucidità della collega, pronta a snocciolare aneddoti del passato, Paoli ha ammesso candidamente: “Lei si ricorda tutto, io non mi ricordo un ca...”. Eppure il cantautore ha regalato al pubblico squarci di un passato a dir poco surreale. Tra questi, l’episodio di una foca comprata nel negozio di animali di un amico, che Paoli voleva tenere nella vasca da bagno della sua camera d’albergo. Di fronte alle accese proteste del titolare della struttura, l’artista fu costretto a un compromesso: scambiare la foca con due pinguini, per aggirare il fermo divieto del portiere.

Il dialogo ha toccato anche l’analisi dei brani che hanno fatto la storia della musica italiana. Interpellato da Fazio sul significato de “Il cielo in una stanza”, descritto dal conduttore come il racconto del momento del piacere, Paoli si è rivolto direttamente alla platea: “Riesci a farti spiegare cos’è il momento dell’amore che si chiama orgasmo? Nessuno lo sa spiegare, è una cosa inesprimibile”. Per rendere l’idea, l’autore ha iniziato a tracciare dei cerchi concentrici nell’aria con la mano, sotto lo sguardo perplesso di Ornella Vanoni, cercando una similitudine visiva: “È… come quella che c’è nelle conchiglie”. A toglierlo dall’impaccio ci ha pensato Fazio suggerendo il termine “un’ellisse”, trovando l’immediata approvazione del cantautore.

Riguardo alla stessa canzone, portata al successo da Mina, Paoli ha voluto chiarire una dinamica storica: “Il cielo in una stanza non è dedicata a Mina, lei l’ha presa di forza e l’ha fatta”. Una rivelazione che ha scatenato la reazione pragmatica della Vanoni: “Brava… ecco, io sono arrivata 5 minuti dopo. Magari arrivando prima…”. Se con Mina fu un’appropriazione artistica, con Ornella Vanoni nacque invece un ritratto su misura. Paoli ha raccontato la genesi estemporanea di “Senza fine”: “Ero in una saletta della Ricordi al pianoforte, Ornella arriva, si affaccia alla porta e mi chiede ‘Ma tu me la scriveresti una canzone?’ e io gli rispondo di sì. Dopo un po’ torna e mi chiede ‘Allora me l’hai scritta?’. E gli dico ‘Sì, l’ho scritta’”. Una promessa mantenuta in tempo reale: “Ed era vero. La musica l’avevo composta in quel momento. È un ritratto di lei…”.

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