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“Il senso di colpa quando entri in un supermercato con la borsa di un altro e l’abitudine di prendere sempre i prodotti in fondo allo scaffale, il pubblico si riconosce ed è bello”: la quotidianità nella comicità di Federico Basso

Dalla regia dei telegiornali al palco, senza mai inseguire la polemica: Federico Basso porta in scena una comicità gentile e quotidiana, testata sui social e costruita sulle piccole manie di tutti i giorni, con un modello chiaro in testa, Raimondo Vianello

di Redazione FqMagazine
“Il senso di colpa quando entri in un supermercato con la borsa di un altro e l’abitudine di prendere sempre i prodotti in fondo allo scaffale, il pubblico si riconosce ed è bello”: la quotidianità nella comicità di Federico Basso

Lo abbiamo visto accanto a Nicola Savino al DopoFestival, il prossimo 24 marzo sarà al Teatro Celebrazioni di Bologna con il suo spettacolo “Profilo Basso“. Stiamo parlando di Federico Basso che si è raccontato in una lunga intervista al Corriere della Sera. Una carriera che parte da un diploma tecnico e in tv arriva partendo da dietro le quinte: “Facevo il montatore per i telegiornali, quindi frequentavo la televisione ma da una posizione molto marginale, un po’ come stare in ultima fila a scuola. Però mi ha permesso di capirne i meccanismi e i tempi. E ho avuto anche il sostegno dei colleghi quando ho deciso di passare davanti alla telecamera: mi dicevano che avrei dovuto farlo prima”.

“La comicità è come un condominio: c’è chi litiga e chi vive tranquillo”

Il suo stile comico è elegante: “È una scelta personale. La comicità è come un condominio: c’è chi litiga e chi vive tranquillo. Io, da piemontese trapiantato a Milano, non sono portato a cercare polemiche. Preferisco una vita tranquilla, anche nella comicità”. Il materiale per i suoi spettacoli arriva anche e soprattutto dalla quotidianità: “La prendo e la porto sul palco. Anche cose semplici come la spesa al supermercato: il senso di colpa quando entri con la borsa di un altro supermercato o l’abitudine di prendere sempre il prodotto in fondo allo scaffale. Quando scopri che il pubblico si riconosce, è la cosa più bella”. Al tempo dei social, dice, “non è difficile far ridere, è difficile ottenere attenzione. I tempi si sono accorciati. I social però sono un ottimo laboratorio: testo idee brevi e, se funzionano, le sviluppo per il palco”. Quando al suo mito, non ha dubbi e su Youtube gli piace “poter scegliere, recuperare contenuti, anche storici. Per esempio, gli sketch di Sandra e Raimondo: per me Raimondo Vianello resta inarrivabile”.

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