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“Prendevo 300mila euro al mese e giravo in Ferrari, poi ho perso tutto. Oggi ho smesso con la cocaina e vado a letto alle nove”: la nuova vita di Matteo Cambi, fondatore di Guru

L'imprenditore che con il marchio di abbigliamento ha segnato l'inizio del nuovo millennio ripercorre la propria parabola, dal successo poco più che ventenne all'arresto nel 2008 e ai problemi di dipendenza

di Emanuele Corbo
Dal carcere a una nuova vita - 3/3

Dal carcere a una nuova vita - 3/3

Nel 2008 l’arresto per bancarotta fraudolenta e altri reati finanziari: “Mi è crollato tutto addosso e ho visto anche quello che prima non volevo vedere. Mi ricordo ancora come se fosse ieri la cella, il colore degli sgabelli, il rumore delle porte”. Nel 2016 il tentativo di risalire la china partecipando all’Isola dei famosi, ma, dopo pochi giorni, la decisione di ritirarsi: “Stavo ancora male, in quegli anni avevo ricadute che ogni volta erano più difficili da superare” spiega a proposito della dipendenza dalla cocaina. Da qualche tempo Cambi è riuscito a chiudere con quel capitolo: “Dopo il Covid e una grave malattia di mia moglie che per fortuna si è risolta, ho deciso che avrei guardato solo avanti e ho smesso davvero. E nel guardare avanti c’è anche la decisione di interrompere la collaborazione con Guru. Quel marchio è il mio bambino, me lo sono tatuato sul petto, ma ho tagliato il filo che ci legava”.

Oggi la sua vita è ben diversa da quella di 20 anni fa: “Faccio il consulente, specie su temi di welfare aziendale. E vado a letto presto la sera, di solito alle nove, nove e mezza” confida. “Non sono diventato un monaco, ma ho capito che questa vita mi dà serenità”. E nel riconoscersi “una gran voglia di vivere” ora che è alla soglia dei 50 anni, sente di non poter incolpare nessun altro per quanto gli è accaduto: “Sono un autodidatta da imprenditore e anche in questo caso ho fatto tutto da solo”, conclude.

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