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“Ho scelto io Bergamo, San Siro è pericoloso. Con Barella parlo tutti i giorni”: parla Gattuso

Il commissario tecnico ha fatto il punto anche sugli infortunati nella prima conferenza stampa: "Scamacca ha un problema all'adduttore, Bastoni uguale, Tonali oggi lavorerà a basso carico"
“Ho scelto io Bergamo, San Siro è pericoloso. Con Barella parlo tutti i giorni”: parla Gattuso
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“Ho scelto io Bergamo e la Figc mi ha accontentato senza problemi”. Per la prima volta da quando è stata scelta la sede dello spareggio per i Mondiali 2026, Gennaro Gattuso ha spiegato i motivi della decisione. Lo ha fatto nella prima conferenza stampa da Coverciano, a tre giorni dalla sfida di semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord. “Per esempio San Siro è divisa e può essere pericolosa ai primi errori, aver giocato la mia prima partita lì è stata importante, Bergamo è un catino, speriamo di non aver toppato”, ha spiegato il commissario tecnico della nazionale italiana.

La giornata si è aperta con la notizia del forfait di Chiesa, considerato non al meglio dopo i primi test fisici. Al suo posto è stato chiamato Nicolò Cambiaghi: “Perché non è rimasto? Le teste dei giocatori non sono uguali, quando sento che uno è titubante devo fare una scelta, non se la sentiva ed è tornato a casa. Io devo accettarlo, nella vita al di là di una gara i rapporti sono importanti, penso che non avendo grande conoscenza a livello medico, quando uno non sta bene non si può insistere, ho sempre pensato così”, ha proseguito Gattuso.

Tra gli altri temi toccati dal commissario tecnico dell’Italia c’è anche quello relativo al blocco Inter e alle difficoltà che il club sta attraversando soprattutto da un punto di vista mentale e della personalità: “Su Dimarco fino a 10 giorni fa sentivo grandi paragoni e tuttora continua ad avere ottimi numeri. Con Barella parlo tutti i giorni, sa che da lui ci si aspetta tanto perché ha dimostrato di essere un grande giocatore e perciò se ha un calo di rendimento viene bastonato. Da lui voglio ritmo, intensità, qualità che ha sempre dimostrato di avere”.

A proposito di Inter, il tema si è poi spostato su Alessandro Bastoni, che ha saltato l’ultima partita con l’Inter ma è comunque andato a Coverciano per provare a recuperare: “Ringraziamo la professionalità di Bastoni: deve curarsi bene, speriamo di averlo disponibile”. E sugli altri infortunati. “Scamacca ha un problema all’adduttore, Bastoni uguale, Tonali oggi lavorerà a basso carico, Mancini affaticamento ma niente a livello strumentale, Calafiori ieri piccolo dolorino, ma lo avremo”.

Sarà una partita che si giocherà su dettagli, nervosa e che si potrà decidere su episodi come spesso accade in questi casi: “Facciamo quello che dobbiamo fare, con spensieratezza. Tutti sanno cosa devono fare. Non soffoco i ragazzi standogli addosso H24. Serenità. Non posso pensare di stordirli fino a giovedì con messaggi continui e 10 sedute video al giorno. Bisogna approcciarsi alla partita sapendo quello che bisogna fare. Inoltre i miei giocatori non sono degli scappati di casa. C’è gente che ha vinto trofei, scudetti, è arrivata in finale di Champions e ha vinto un Europeo”.

Infine anche una battuta sul calcio come uno dei pochi sport in cui l’Italia non eccelle dopo gli ultimi trionfi alle Olimpiadi invernali, nel tennis, nella pallavolo e in tanti altri sport considerati “minori” nella percezione generale: “Gli altri vincono e noi no? Non c’è gelosia, solo grande ammirazione. Sono cicli, per dire noi vincevamo nel calcio mentre nel tennis non eravamo competitivi. Vedere vincere gli italiani nelle altre discipline mi gasa”.

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