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“Mi hai stuprata virtualmente”: Collien Fernandes accusa il marito Christian Ulmen di aver diffuso suoi video e foto pornografici creati col deepfake. Il Governo tedesco agisce

Secondo quanto riportato da Der Spiegel, - che dedica la copertina al caso - l’uomo avrebbe gestito profili falsi sui social a nome dell’attrice, contattando centinaia di uomini e inviando contenuti sessualmente espliciti senza il suo consenso

di Redazione FqMagazine
“Mi hai stuprata virtualmente”: Collien Fernandes accusa il marito Christian Ulmen di aver diffuso suoi video e foto pornografici creati col deepfake. Il Governo tedesco agisce

L’opinione pubblica tedesca e spagnola è scandalizzata per una vicenda di cronaca e famigliare che ha come sfortunata protagonista l’attrice e conduttrice Collien Fernandes. La donna era sposata con il collega Christian Ulmen dal 2011. A dicembre 2024 Fernandes ha sporto denuncia proprio contro il coniuge perché era venuta a conoscenza che aveva diffuso le sue foto e i suoi video pornografici, che circolavano sul web da anni, assolutamente falsi e ricreati con l’intelligenza artificiale. Il caso ha scosso così tanto i tedeschi che Der Spiegel ha dedicato una copertina alla vittima con un titolo d’effetto: “Mi hai stuprata virtualmente”.

In questi giorni si è acceso il dibattito sulle lacune normative in materia di deepfake. Secondo quanto riportato da Der Spiegel, – che dedica la copertina al caso – l’uomo avrebbe gestito profili falsi sui social a nome dell’attrice, contattando centinaia di uomini e inviando contenuti sessualmente espliciti senza il suo consenso. La denuncia, presentata in Spagna – ultimo luogo di residenza della coppia – riguarda diversi reati, tra cui usurpazione d’identità, minacce e violenza domestica.

Le autorità hanno avviato accertamenti preliminari. Fernandes, da anni vittima della diffusione online di deepfake pornografici, ha definito la vicenda una forma di “violenza sessuale digitale”, denunciando come per lungo tempo le immagini manipolate siano circolate senza che fosse possibile rimuoverle efficacemente.

Il caso si inserisce in un fenomeno più ampio: secondo studi citati dal settimanale, la maggior parte dei contenuti deepfake online ha natura pornografica e colpisce prevalentemente donne, spesso senza strumenti legali adeguati di tutela. La vicenda ha riacceso il confronto politico in Germania. Cdu e Csu hanno chiesto alla ministra della Giustizia, Stefanie Hubig, di presentare rapidamente una legge efficace contro la violenza digitale, mentre l’Spd sostiene la necessità di rafforzare le tutele penali, accelerare le procedure e imporre maggiori obblighi alle piattaforme online. Il governo federale, ha spiegato una portavoce del ministero di Giustizia in conferenza stampa, è al lavoro su un disegno di legge volto a colmare le attuali lacune, con particolare attenzione ai deepfake a sfondo sessuale, e punta a introdurre norme più severe nel breve periodo.

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