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“Durante le live il voto in più non era conseguente al cliccare, ma allo studiare. Era sotto gli occhi di tutti da 10 anni e nessuno ha detto nulla”: Vincenzo Schettini si difende

Il docente pugliese, youtuber e divulgatore scientifico, diventato famoso per il suo progetto di lezioni online “La Fisica che ci piace”, respinge le accuse

di Redazione FqMagazine
“Durante le live il voto in più non era conseguente al cliccare, ma allo studiare. Era sotto gli occhi di tutti da 10 anni e nessuno ha detto nulla”: Vincenzo Schettini si difende

Vincenzo Schettini, docente pugliese, youtuber e divulgatore scientifico, diventato famoso per il suo progetto di lezioni online “La Fisica che ci piace”, respinge al mittente l’accusa di pretendere dagli studenti visualizzazioni, in cambio di voti più alti in una intervista al programma Melog di Radio24,

Istintivamente, a quegli studenti che avevo, dicevo di seguire una live su Youtube – ha spiegato – perché mi rendevo conto che mentre i 50enni ascoltavano la musica, i ragazzi ascoltavano i gamers e perdevano tempo. Quindi ho detto a me stesso che dovevo ritagliarmi uno spazio lì perché quella è la piazza in cui loro se la fanno e lì devo entrare”.

E ancora: “Devo dire che tutta questa roba era sotto gli occhi di tutti da dieci anni e nessuno ha mai detto nulla ‘guadagnava, monetizzava’. In quel periodo delle live io avrei fatto prima a fare qualche lezione privata anziché prendere quella monetizzazione che piano piano è venuta fuori negli anni, all’inizio non c’era. È avvenuto perché io realizzavo contenuti di fisica anche diversi da quelli scolastici. I milioni di follower sono arrivati perché forse i miei contenuti hanno iniziato ad attirare i bambini, le nonne, gli anziani che scoprono la fisica delle calze”.

Poi ha specificato: “Anche durante le live il voto in più non era conseguente al cliccare, ma allo studiare. Dovevano produrre argomenti, pensare, risolvere i problemi. Tra l’altro io mi stavo rendendo conto che i ragazzi studiavano sempre meno. Dal 2020 io ho scelto di andare in part time perché avevo capito che qualcosa stava cambiando. Quando ho compreso che ci sarebbe stato altro ho preso il part time verticale, mi ero reso conto che la fisica fuori dalla scuola potesse diventare un mestiere. Si tratta di una forma di contratto lavorativo che molti insegnanti scelgono, ognuno per motivi propri”.

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