Si parla già di candidatura a Miglior Attore Protagonista per i prossimi Premi Oscar. Ryan Gosling è apparso in stato di grazia nell’ultimo film “L’ultima missione: Project Hail Mary“, uscito nelle sale il 19 marzo. “Questo film ci ricorda di cosa siamo capaci come esseri umani”, ha detto l’attore durante un incontro con la stampa. Nella trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Andy Weir (autore di “The Martian”, portato sul grande schermo da Ridley Scott nel 2015), Gosling – qui in veste anche di produttore – interpreta Ryland Grace, un insegnante di scienze che viene spedito su un’astronave lontano anni luce da casa per risolvere l’enigma della misteriosa sostanza che sta causando il collasso del Sole e, di conseguenza, salvare il Pianeta.
“Quando mia figlia mi ha visto con gli occhiali di Grace mi ha detto ‘Sembri più intelligente’ – ricorda l’attore -. Non ero bravo in fisica, chimica, matematica e astronomia. Ho avuto delle difficoltà a scuola, non mi sono diplomato”. L’attore candidato all’Oscar, però, riconosce “il potere degli insegnanti. È stato un onore per me fare un film in cui gli insegnanti sono gli eroi“.
Su quella astronave, lontano dalla Terra, deve fare affidamento sia sulle sue conoscenze scientifiche che sulle sue capacità di pensare fuori dagli schemi per salvare dall’estinzione la vita sulla Terra, ma un’inaspettata amicizia con Rocky, un alieno roccioso, gli fa capire che non è solo in questa impresa. “Penso che la voce di Andy (Weir, ndr) sia importante in questo momento. Ancora una volta, ha creato un modo unico di guardare al futuro -. sottolinea Gosling, che tiene a precisare: “Non credo il nostro sia un film d’evasione, ma al contrario ci ricorda ciò di cui siamo capaci come esseri umani”. E poi lancia un messaggio soprattutto alle nuove generazioni: “L’idea di trasformare la paura in curiosità è un messaggio bellissimo che possiamo concretizzare, o almeno provarci”. Il protagonista di questa storia, infatti, non è un astronauta. Ma è un uomo comune. “Molte persone non pensano a sé stesse come a qualcuno di straordinario”, per questo, “ho voluto raccontare un personaggio in cui le persone potessero immedesimarsi e pensare: ‘Non mi piacerebbe trovarmi nella situazione di Grace, non saprei cosa farè. Ecco, voglio che tutti abbiano la possibilità di sperimentare questo. Voglio che il pubblico si senta scomodo e a disagio”.
Nel cast del film c’è anche la candidata all’Oscar Sandra Hüller (‘Anatomia di una cadutà e ‘La zona d’interesse’), che “ci regala la scena migliore del film“, dice Gosling. L’attrice canta al karaoke ‘Signs of the Times’ di Harry Styles: “È stata mia figlia a convincermi a cantare quel brano, mi ha detto ‘è cool’. Se ho accettato, è merito suo”, racconta Hüller.
Alla fine “la canzone ha finito per incarnare l’intero spirito del film”, aggiunge Gosling, che con questo film “ho voluto provare a creare ricordi indelebili che abbiamo avuto da bambini. Con la mia famiglia fatichiamo a trovare film da vedere tutti insieme”.