“Ah ma che noia, che barba l’ennesimo avvocato in tv”. Ma si potrebbe dire anche per l’ennesimo medico, giudice, giornalista, professore e tutte quelle categorie che spesso sono al centro della produzione della fiction italiana. Eppure…
“Avvocato Ligas” – una produzione Sky Studios e Fabula Pictures tratta da “Un caso complicato per l’avvocato Ligas Perdenti” – segna un nuovo corso non solo nella produzione delle serie tv italiane, ma anche un solco nella carriera di Luca Argentero. L’attore, infatti, si cala perfettamente negli abiti di uno degli avvocati più affascinanti della tv. Sciupafemmine (ai livelli quasi patologici, va a letto con la moglie del socio dello studio. E la pagherà), narcisista, ironico, irriverente, divertente e possessivo. Per nulla allineato ai colleghi imbalsamati, ma sempre borderline. La prima scena è giù un succoso antipasto con un dente rotto per l’avvocato a causa del sesso sfrenato con una donna. Che rocker!
Tra le frasi borderline che Ligas pronuncia nella serie ci sono: “ha la fretta tipica degli sbirri di vendicarsi” rivolgendosi ad un agente di polizia, poi all’assistente in tribunale a Milano dice “pensi di trovare la giustizia qui dentro? Qui c’è soltanto la legge sono due cose ben diverse” e poi rivolto a una inviata alle telecamere dice: “Amici da casa un consiglio: non credete a tutto quello che vi raccontano”. Ultimo ma non ultimo: “Le parole sono messe sotto processo. Quindi tutto quello che viene detto viene sempre spolpato, analizzato e c’è sempre qualcuno che si offende”. Basterebbe solo questo a strappare applausi convinti. E infatti su Sky e in streaming su Now il prodotto sta andando benissimo, la prima puntata al debutto ha superato subito il milione.
Il plauso convinto va dunque agli sceneggiatori Federico Baccomo, Jean Ludwigg, Leonardo Valenti, Matteo Bozzi, Camilla Buizza e Francesco Tosco. Ma anche a Luca Argentero che ha avuto fiuto e si è buttato a capofitto in uno dei ruoli più interessanti del momento.
Che si apra un nuovo corso per l’attore? Citando Ligas “tutto a questo mondo è un processo da vincere”.