Trending News

“Non potevi nemmeno piangere: se piangi sei fro**o, ti dicevano. Il bello lo dovevi trovare da solo. Mettere su famiglia? Devo prima mettere a posto me stesso”: così Achille Lauro

L'artista parla del suo passato difficile, della madre e del tour negli stadi "Per sempre noi" in programma nel 2027

di Redazione FqMagazine
“Non potevi nemmeno piangere: se piangi sei fro**o, ti dicevano. Il bello lo dovevi trovare da solo. Mettere su famiglia? Devo prima mettere a posto me stesso”: così Achille Lauro

Achille Lauro ha presentato il nuovo singolo “In viaggio verso il Paradiso” per la prima volta dal vivo durante le prime date del tour nei palazzetti attualmente in corso. Il brano è uscito ieri venerdì 20 marzo. Proprio durante le tappe di questo tour nei palazzetti che Lauro ha annunciato le date del suo primo grande tour negli stadi “Per sempre noi” in programma nel 2027. Gli appuntamenti ad ora noti sono fissati per l’11 giugno 2027 allo Stadio San Nicola di Bari, il 15 giugno 2027 allo Stadio San Siro di Milano, il 22 giugno 2027 all’Allianz Stadium di Torino, il 26 giugno 2027 allo Stadio Euganeo di Padova e il 30 giugno 2027 allo Stadio Olimpico di Roma.

L’artista si è racontato a “U” di La Repubblica, ricordando anche molti momenti del difficile passato: “Non c’era una bella aria in famiglia, ma non mi piace parlarne. Mia madre ha fatto mille lavori per mantenerci. Intanto accoglieva ragazzi presi dalla strada, venivano a stare da noi: vite difficilissime, ho dei ricordi molto nitidi di me bambino con tutti questi giovani che andavano e venivano, erano come sorelle, fratelli. Mamma ha una forza e una generosità formidabili. Poi le cose sono diventate ancora più difficili e lei ha fatto la scelta più ponderata e intelligente. Anche dolorosa, ma giusta. È tornata a Verona dalla sua famiglia e noi siamo rimasti qui. Si è affidata al destino. Il seme che hai piantato germoglierà, diceva. La vita è giusta da sé. Mamma ha molta fede, e anche io. Difatti sono molto felice di aver creato Fondazione Madre con don Giovanni Carpentieri, il prete di strada con cui lei collaborava allora: mi pare di portare avanti quello che ha iniziato. È una riconnessione col tempo di prima. Come se quel nucleo originario tornasse, ora che abbiamo attraversato tutto”.

Poi i primi ricordi delle prime canzoni: “Ho cominciato a scrivere a 10 anni. Scrivevo canzoni stando zitto, non lo dicevo a nessuno. Mia madre veniva a chiamarmi alle 7 di mattina e mi trovava già sveglio, pensava che mi fossi appena alzato e invece non avevo dormito. Ho scritto sempre, ma non le ho mai detto che volevo fare musica. Parlo poco di me: mi imbarazza. L’ha scoperto più di dieci anni dopo. Ha letto un articolo sul Venerdì dove c’era il mio nome. Il mio vero nome è Lauro De Marinis. Ho scelto Achille Lauro perché mi chiedevano sempre: Lauro come Achille? Intanto la ruota ha fatto tutto il giro. Sono stati dieci anni davvero turbolenti, da quando siamo rimasti soli a quando le cose hanno cominciato a funzionare. Non c’era niente di bello attorno a noi, arte cultura, niente. Non potevi nemmeno piangere: se piangi sei frocio, ti dicevano. Il bello lo dovevi trovare da solo, cercarlo da qualche parte dentro di te, nel sedile posteriore della macchina dove ti toccava quella notte dormire. Anni molto pericolosi. Tante delle persone di allora sono finite nei giri brutti, alcune in galera, alcune sono morte. Era un buco nero nel nulla”.

E l’amore? “Certo che per l’amore c’è sempre posto, ma cosa diversa è creare una famiglia. Vivere insieme non deve diventare sedersi a tavola e non dirsi niente, trattarsi di merda, urlare, mentire, tradire, piangere di nascosto. Per decidere di costruire qualcosa di duraturo devi essere disposto a farlo, altrimenti non accogli. Sono cresciuto con l’idea di proteggere mia madre, ho sempre cercato di farlo. Essere genitori è molto difficile, una grandissima responsabilità. C’è tempo. Per i legami e per figli c’è tempo. Devo prima mettere a posto me stesso. E poi io ho già una famiglia bellissima, piena di bambini (…) Mamma ha cinque sorelle, ho moltissimi cugini. E nipoti, fra cui il figlio di mio fratello. Quando ci riuniamo siamo veramente tanti. Mi piace organizzare momenti dove possiamo stare insieme. Una casa per tutti”.

Successivo
Successivo
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione