Laura Pausini, dopo il lancio internazionale dell’ultimo disco “Io Canto 2”, si prepara per partire con il tour mondiale al via dal 27 marzo da Pamplona in Spagna alla Navarra Arena. In una intervista raccolta da El Pais, la cantante ha raccontato anche momenti legati al suo privato. “Il concerto sarà un’esperienza immersiva. – ha anticipato – Il concerto durerà due ore e mezza, ma non inizierà quando salirò sul palco, inizierà non appena il pubblico entrerà. Il repertorio combinerà metà di ‘Io Canto 2’ con i successi più rappresentativi della mia carriera da ‘Strani amori’ a ‘Invece no'”.
“Durante la pandemia, ho attraversato un periodo particolarmente difficile, in cui sentivo di aver già fatto tutto e che non ci fosse più nulla da aggiungere alla mia vita. – ha detto – Mi sentivo inutile. Mio marito, mia madre e la mia terapeuta continuavano a dirmi: ‘D’ora in poi, concediti il lusso di fare tutto ciò che vuoi, perché puoi’. Non ho realizzato questo album, ‘Io Canto 2’, per fare soldi. Non ne ho bisogno, ma è ciò di cui ho bisogno per stare bene, per evitare di ricadere in… Non voglio chiamarla depressione, perché non si trattava di una vera e propria depressione con farmaci e tutto il resto, ma ero in uno stato emotivo molto negativo che mi teneva chiusa in casa, e non avevo nemmeno voglia di cantare”.
E ancora: “Uscire da quella situazione mi ha permesso di godermi cose che forse prima non avevo il coraggio di fare, o non osavo fare, perché ho sempre avuto un senso di responsabilità e rispetto per le persone con cui lavoro. «Sono molto fortunata a poterlo dire, perché non capita spesso di poterlo affermare, e lo dico con tutta sincerità», ha confessato Laura.
“Ora ho più coraggio, mi sento più tranquilla e decido io cosa voglio fare. – ha affermato – Anche se le cose dovessero andare male, è quello che devo fare. Ascolterò attentamente il mio corpo e la mia mente”.
Poi un aneddoto: “La mia etichetta (Warner Music Italia, ndr) pensava che avrei smesso di lavorare per un anno, ma poi mi hanno dato la libertà di fare quello che volevo. Sono anche una fan, e so bene che realizzare album di questo tipo può essere rischioso, perché le canzoni che canto, nella maggior parte dei casi, sono cover così famose di artisti di grande nome che ti chiedi: ‘Perché devo ascoltare Laura Pausini?’. Ma so di avere degli ottimi alleati, e resterò fedele a loro”.