La polizia inglese questa volta sembra davvero determinata ad andare a fondo nell’inchiesta scaturita dagli Epstein Files che hanno definitivamente compromesso la posizione dell’ex principe Andrea, tanto che un commissario della Metropolitan Police si è recato a Washington per cercare di esercitare pressioni sulle autorità statunitensi affinché accelerino la pubblicazione dei documenti, non censurati, contenuti nei fascicoli. L’ex principe non ha mai smesso di negare le accuse nei suoi confronti, ma oggi, all’ipotesi di abuso d’ufficio aggravato dall’alto tradimento, per il fratello del sovrano si ipotizza anche l’apertura di altri filoni, con l’ipotesi di accusa per corruzione e traffico sessuale. A fornire elementi utili potrebbe essere la testimonianza di una donna che, recentemente, ha dichiarato di essere stata mandata da Jeffrey Epstein nel Regno Unito per finire a casa di Andrea con il quale avrebbe avuto un rapporto sessuale. Queste nuove accuse sono al vaglio della polizia che aveva già sentito Virginia Giuffre che aveva dichiarato di essere stata abusata da Andrea in tre occasioni, compresa una volta a Londra, quando ancora minorenne. A quel tempo, la Metropolitan Police aveva deciso di non avviare un’indagine approfondita, mentre l’ex principe negava persino di aver mai conosciuto la Giuffre, morta suicida un anno fa e con la quale, nel 2022, aveva poi raggiunto un accordo extragiudiziale da 12 milioni di sterline. Ma non finisce qui, perchè secondo quanto riferito dal Times, oltre ad un’indagine preliminare sul presunto traffico sessuale, Andrea potrà essere indagato anche per altri potenziali reati di corruzione.
Oggi il vento è cambiato, sono almeno dieci le forze di polizia impegnate nelle inchieste e la Thames Valley Police sta andando oltre l’abuso d’ufficio per evitare che un cavillo possa portare all’archiviazione. Il 19 febbraio scorso, il fratello del re era stato prelevato dalla sua residenza per essere posto in stato di fermo per undici ore. Ad inchiodarlo, alcune email scambiate con Jeffrey Epstein quando l’ex principe svolgeva l’incarico di inviato speciale per il commercio e gli investimenti per conto del governo britannico.
In diverse occasioni, il figlio prediletto della regina Elisabetta II aveva condiviso con il faccendiere americano informazioni riservate e sensibili, ottenute nello svolgimento della sua funzione. Andrea, tra il 2010 e il 2011, era stato in missione in Asia, in viaggio tra Vietnam, Singapore, Hong Kong e pochi istanti dopo aver ricevuto dai suoi collaboratori un report dettagliato, lo aveva girato alla casella di posta elettronica di Epstein, che lo ospitava a casa sua a Manhattan. Lo stesso copione era avvenuto dopo una missione svolta in Afganistan, sempre alla ricerca di occasioni di investimento per conto del governo che non lo pagava per svolgere quell’attività, ma le spese erano tutte rimborsate, comprese le voci messe a piè di lista che fanno riferimento a non meglio precisati ospiti e a massaggi, sui quali oggi, finalmente, anche il parlamento sta cercando di fare chiarezza.
La ragione che ha spinto la polizia a cercare di estendere le indagini è legata al cavillo formale che dovrà inquadrare con esattezza il ruolo di Andrea Mountbatten-Windsor nel momento in cui svolgeva quell’attività per conto del governo e che rischia di impedire di procedere penalmente. Una fonte di polizia sentita dal quotidiano britannico avrebbe spiegato come “la soglia legale per l’abuso d’ufficio è alta”. Il punto è definire il ruolo di Andrea, ovvero se fosse da considerarsi “effettivamente un funzionario pubblico, in quel momento, o che avesse effettivamente firmato dei documenti”. Sarebbero stati proprio esperti legali a suggerire la difficoltà nell’avviare procedimenti penali a suo carico vista la zona d’ombra aperta nella definizione esatta del suo incarico.
L’ex principe, per commettere il reato di abuso d’ufficio aggravato dall’alto tradimento, deve avere sfruttato la sua carica: non basta essersi comportato in modo scorretto mentre stava ricoprendo quel ruolo. Il presunto reato deve avvenire “mentre sta specificamente esercitando le proprie funzioni”, insomma, deve aver agito in modo intenzionale e volontario in qualità di pubblico ufficiale, solo così si dimostrano il tradimento, la cattiva condotta e l’abuso.
Un cavillo che in realtà potrebbe trasformarsi nella via di fuga per Andrea, che, al momento, condivide la sorte dell’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Peter Mandelson, anch’egli accusato del medesimo abuso che sarebbe stato commesso quando era membro del Gabinetto di governo di Tony Blair. Da qui si spiegherebbe anche la ragione che ha spinto un commissario della Metropolitan Police a volare fino a Washington per esercitare pressioni sulle autorità statunitensi affinché accelerino la pubblicazione degli scambi epistolari utili alle indagini, ma questa volta, senza censure.