La musica è la sua ancora, il luogo dove si sente meno sola e dove ogni ferita trova voce. Lo racconta senza filtri Arisa a La Repubblica, parlando di canzoni, amore e nuove sfide televisive. “L’unica strada che mi abbia mai fatto credere in qualcosa senza sentirmi sola”, confessa, mentre si prepara a partecipare a Canzonissima, in onda da sabato 21 marzo su Rai 1.
Prima però ci sono le note del nuovo singolo Il tuo profumo e in primavera l’album Foto mosse, con brani che per lei rappresentano “una conquista”, in un mondo “dove anche le artiste devono superare ogni giorno esami, scetticismi, budget minori con le logiche di sempre. Lo dice anche Sanremo”.
E, a proposito del Festival, Arisa non nasconde il suo pensiero su chi guiderà il palco dell’Ariston l’anno prossimo: “Io non ho nulla contro De Martino, anzi, è bravo e farà molto bene. Però sì, sarebbe stato più bello vedere una musicista come Elisa prendere decisioni, e invece per questa rivoluzione dovremo aspettare. È la prova pure che certi equilibri sono difficili da spostare, vince sempre il più forte. Ma non è solo il tema di genere, il problema nella musica”.
Sanremo resta un mix di entusiasmo e malinconia per la cantautrice genovese: “A me viene il Mal d’Africa, quando torno da Sanremo. Il Festival è casa mia, finisce quel trambusto: è finito e mi sono sentita sola”. Non manca lo spazio per i sentimenti: “Il tuo profumo” è una canzone sulla gelosia che non è gelosia, ma dolore travestito. Sull’ultimo romantico che ti promette tutto e poi sparisce e tu lo scopri troppo tardi, quando sei già persa dentro. L’ho scritto dopo una super litigata con quello che era il mio compagno. Ci sono donne che nelle relazioni danno tutto, io sono una di quelle, conosco la delusione di quando scopri che al contrario tuo c’è chi si risparmia. Anche se poi rimane il profumo, la passione, e si passa sopra a quasi tutto”.
E infine Canzonissima, scelta che per la cantante unisce opportunità e necessità: “È una grande opportunità, un format bellissimo. E poi io ho bisogno di lavorare. Autoproducendomi ogni passo, ormai, mi finanzio solo con le mie mani e ho bisogno di fare tv. Se poi posso andarci a fare musica e a parlare di musica, ancora meglio”.