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“Le dicevo di denunciare”, il nuovo compagno aveva accompagnato Valentina Sarto dai carabinieri

La relazione iniziata a febbraio e i tentativi di aiutarla. Il marito, accusato del femminicidio, è in carcere: nelle prossime ore gli interrogatori
“Le dicevo di denunciare”, il nuovo compagno aveva accompagnato Valentina Sarto dai carabinieri
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“Le dicevo di denunciare”. È il racconto dell’uomo con cui la 41enne Valentina Sarto, uccisa mercoledì a Bergamo, aveva iniziato una relazione dallo scorso febbraio, tra gli ultimi a sentirla prima della tragedia che si è consumata nella mattinata nella casa in cui viveva con il marito. Ascoltato dalla polizia, l’uomo ha riferito di aver più volte cercato di convincerla a rivolgersi alle forze dell’ordine. Nei giorni scorsi l’aveva anche accompagnata dai carabinieri di Almenno San Salvatore, dove avevano chiesto consigli su come comportarsi. Nonostante le preoccupazioni, la donna non era però convinta di sporgere denuncia nell’immediato e avrebbe preferito attendere ancora qualche giorno per capire come si sarebbe evoluta la situazione.

Secondo il suo racconto, il rapporto tra la vittima e il marito si sarebbe incrinato dopo il matrimonio, celebrato il 24 maggio 2025, mentre nei dieci anni precedenti non si sarebbero registrati particolari problemi. Negli ultimi mesi, invece, sarebbero diventati frequenti gli insulti e, in almeno due occasioni, anche episodi di violenza fisica. Mercoledì la donna è stata accoltellata alla schiena e al collo. Un’aggressione violenta che non le ha lasciato scampo.

Dopo Il femminicidio, l’uomo si sarebbe procurato alcune ferite superficiali alle braccia, sostenendo di aver tentato di togliersi la vita. Avrebbe inoltre ingerito della candeggina, circostanza riferita ai soccorritori intervenuti sul posto. Trasportato all’ospedale Papa Giovanni XXIII, è stato dimesso poco dopo le 11 di giovedì. Subito dopo è stato trasferito nel carcere di via Gleno, sempre a Bergamo, dove si trova ora detenuto con l’accusa di omicidio. Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e il contesto in cui è maturato il delitto.

Nelle prossime ore il 49enne sarà interrogato dal sostituto procuratore Antonio Mele, titolare del fascicolo, e successivamente dal giudice per le indagini preliminari. Gli accertamenti proseguono anche attraverso le testimonianze e l’analisi dei rapporti tra i coniugi negli ultimi mesi, per chiarire eventuali responsabilità e comprendere se vi fossero segnali pregressi che potessero far presagire l’escalation di violenza.

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