Dimenticate il 21 marzo: nel 2026 la primavera arriva in anticipo. L’appuntamento è per venerdì 20 marzo alle 15:46, quando si verifica l’equinozio, il momento esatto in cui il Sole attraversa l’equatore celeste dando ufficialmente inizio alla nuova stagione nell’emisfero nord. Dal punto di vista astronomico, l’equinozio è uno dei due momenti dell’anno, insieme a quello autunnale, in cui il Sole “scavalca” l’equatore celeste. A marzo entra nell’emisfero boreale, segnando l’inizio della primavera, mentre a settembre accade il contrario. L’equinozio di primavera cade tra il 19 e il 21 marzo, ma dal 2008 avviene stabilmente il 20 marzo e non tornerà al 21 fino al 2102. Quello autunnale, invece, può cadere tra il 21 e il 24 settembre: nel 2026 toccherà il 23 settembre alle 2:04 italiane. Pochi giorni dopo l’equinozio di primavera ci sarà anche il ritorno dell’ora legale, previsto in Italia la notte del 29 marzo 2026 alle 2:00. In queste ore, giorno e notte hanno quasi la stessa durata in tutto il mondo, anche se non perfettamente identica. Il cosiddetto “equiluce”, cioè il momento in cui luce e buio sono esattamente uguali, cade in date leggermente diverse a seconda della latitudine.
Come spiegato anche da Geopop, questo dipende sia dal modo in cui si calcola il sorgere e il tramontare del Sole, sia dalla rifrazione della luce nell’atmosfera. L’equinozio è reso possibile dall’inclinazione dell’asse terrestre, pari a circa 23°27′. In questo preciso momento, l’asse non è inclinato né verso il Sole né dalla parte opposta: per questo il Sole si trova allo zenit sull’equatore e sorge esattamente a est e tramonta a ovest, cosa che accade solo durante gli equinozi. Inoltre, la linea che separa la parte illuminata della Terra da quella in ombra passa esattamente per i poli
Perché la primavera non inizia più il 21 marzo (e cosa significa davvero l’equinozio)
Ma perché non cade il 21 marzo? La risposta sta nel calendario. L’anno solare dura circa 365 giorni e quasi 6 ore, mentre quello civile è di 365 giorni. Questo piccolo scarto, compensato dagli anni bisestili, provoca uno slittamento delle date degli equinozi. Negli ultimi anni l’equinozio cade stabilmente il 20 marzo e tornerà al 21 solo nel 2102 (mentre per vederlo il 19 marzo bisognerà aspettare il 2044). Oltre all’aspetto scientifico, l’equinozio di primavera ha da sempre un forte valore simbolico. È il momento del risveglio della natura e della rinascita, celebrato in molte culture del mondo. Dalla Pasqua, la cui data dipende proprio dall’equinozio, allo Shunbun, fino all’Holi, tutte queste ricorrenze condividono lo stesso significato: l’inizio di un nuovo ciclo.