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“La musica resta un istinto, un linguaggio che si adatta, che sopravvive a ogni formato”: Giacomo Maiolini e la storia di Time Records, la discografica che ha segnato la musica dance

Il manager e produttore internazionale si racconta nel volume “Mai avuto tempo”

di Andrea Conti
“La musica resta un istinto, un linguaggio che si adatta, che sopravvive a ogni formato”: Giacomo Maiolini e la storia di Time Records, la discografica che ha segnato la musica dance

“Oggi siamo dentro un’altra trasformazione: l’intelligenza artificiale è già parte del presente, anche se ancora non sappiamo fino a che punto cambierà le regole del gioco. So solo che, come sempre, Time saprà adattarsi. È questo che abbiamo fatto fin dall’inizio: leggere il futuro prima che diventi abitudine. Dal vinile ai social, dal club alla rete, Time continua a esserci. Perché il suono può mutare, ma la visione no”. Parola di Giacomo Maiolini che ha fondato e dirige da oltre quarant’anni Time Records, la casa discografica che ha segnato la storia della musica dance. Tutto il percorso artistico e umano del discografic è racchiuso nel volume “Mai avuto tempo” (Collana SEM Classic/Feltrinelli).

Il 2 giugno 2025 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il titolo di Cavaliere della Repubblica per i suoi meriti professionali e l’impegno filantropico. Maiolini è l’unico discografico italiano ad aver raggiunto per quattro volte la vetta della classifica di vendita inglese. Figura chiave nella nascita e nella diffusione del genere Eurobeat.

“Oggi l’industria musicale è cambiata ancora una volta. – racconta Maiolini nel libro – Abbiamo attraversato tutte le ere (il vinile, la musicassetta, il cd, poi lo streaming) e ora siamo nel tempo in cui i successi nascono e crescono dentro la viralità. Non bastano più le classifiche, servono i trend, i video, le storie condivise milioni di volte. È la musica che corre sui social, che esplode in rete prima ancora di arrivare in radio. (…) E in questo nuovo scenario, Time è ancora qui. Non come ricordo, ma come presenza viva. Continuiamo a portare la musica italiana nel mondo: nel 2023 con ‘My Addiction’ di Alex Guesta, nel 2024 con ‘Emergency 911’ di Prezioso feat. Marvin, nel 2025 con ‘I Don’t Know’ di Erika. Ogni rivoluzione tecnologica ha cambiato il modo di ascoltare, ma non il senso di ciò che facciamo. La musica resta un istinto, un linguaggio che si adatta, che sopravvive a ogni formato”.

Maiolini attraversa gli ultimi decenni della musica, narrandone le trasformazioni digitali e tecnologiche che irrimediabilmente cambiano fruizione e presentazione della note. La vita professionale si intreccia con l’estero, l’ambiente radiofonico soprattutto Radio Deeay con Linus, Albertino, Molella e anche Cecchetto. Intuizioni, ascolti, fiuto per lo “sconosciuto” che può, con le giuste intuizioni, svoltare e cavalcare le classifiche mondiali. “Mi guardo intorno, nel mio ufficio, e mi sembra di riconoscere ogni parete. Sono passati anni, ma la luce dei monitor è la stessa. Sempre accesa. E forse anche io”, scrive nel lubro.

Tra i racconti più intimi quello legato alla madre. “A sedici anni ho iniziato a studiare ragioneria e ben presto ho finito col sentirmi come un errore dentro a una formula. Non mi trovavo, non capivo che posto avessi nel mondo. – ha ricordato – Ogni mattina mi sembrava una salita infinita, ogni banco una gabbia. Un giorno tornai a casa con quella decisione già pronta in gola: volevo smettere”.

E ancora: “Appena varco la porta della cucina, mamma mi sbircia da dietro la spalla, intenta a cucinare. Insieme al suo sguardo mi accolgono il televisore acceso senza volume, il profumo di minestrone, il ticchettio dell’orologio sopra la credenza, e io resto lì, in piedi, con lo zaino ancora sulle spalle”.

“Non mi trovo bene confesso tutto d’un colpo alle sue spalle foderate dal vestito a fiori. “Non voglio più andarci a scuola. Voglio stare a casa – conclude Maiolini – Mamma non si ferma e non si volta, continua a mescolare il minestrone. Lo assaggia e solo dopo aver posato il mestolo si volta a guardarmi. Fai quello che senti’ mi dice. ‘Ma ricordati: se superi questo momento, il resto sarà una passeggiata’”.

Un consiglio prezioso che poi segnerà tutta la vita del manager.

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