Cinema

“Il mio cowboy intellettuale”, Barbra Streisand commuove gli Oscar 2026 ricordando Robert Redford

Il momento più intenso arriva con il tributo dell’attrice e cantante al compagno di Come eravamo: un ricordo personale, un paio di strofe cantate e il record di quattro minuti di silenzio e commozione per la leggenda di Hollywood

di Davide Turrini
“Il mio cowboy intellettuale”, Barbra Streisand commuove gli Oscar 2026 ricordando Robert Redford

“Il mio cowboy intellettuale”. Barbra Streisand ricorda Robert Redford (morto il 16 settembre 2025) e grondano lacrime. Giusto a metà della cerimonia degli Oscar 2026, a chiudere il momento In Memoriam, dove tra gli altri sono stati ricordati Diane Keaton, Claudia Cardinale e Robert Duvall, ecco l’attimo più atteso e commovente. A ricordare la leggenda di Hollywood è salita sul palco Barbra Streisand, che con lui aveva interpretato Come eravamo nel 1973 sotto la regia di Sydney Pollack.

“Quando ho letto la prima versione della sceneggiatura di Come eravamo potevo immaginarmi solo un uomo ad interpretarlo, eppure lui inizialmente ha rifiutato la parte. Diceva che quel personaggio non aveva spina dorsale, non aveva carattere”, ha ricordato la Streisand in uno dei silenzi più toccanti degli Oscar di tutti i tempi. “Era un attore brillante, raffinato, e ci siamo divertiti moltissimo a interagire perché non sapevamo mai cosa avrebbe fatto l’altro in una scena. E sono entusiasta che Come eravamo sia ora considerato un classico della storia d’amore, ma che parli anche di un periodo buio della nostra storia, la fine degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’50, quando le persone si denunciavano a vicenda ed erano soggette a giuramenti di fedeltà”.

Streisand ha poi ricordato come Bob avesse “una vera spina dorsale, sia sullo schermo che fuori. Si batteva per difendere la libertà di stampa, proteggere l’ambiente e incoraggiava nuove voci al suo Sundance Institute, alcune delle quali sono candidate all’Oscar stasera, il che è fantastico. Era riflessivo e audace. Lo definivo un cowboy intellettuale che si è fatto strada da solo, ha vinto l’Oscar come miglior regista e ora mi manca più che mai, anche se adorava prendermi in giro”.

“Mi chiamava Babs – ha poi concluso – e io gli dicevo: ‘Bob, non sono una Babs, lo sai’. Ma il modo in cui lo diceva mi faceva ridere. E molti anni dopo, mentre chiacchieravamo al telefono delle solite cose – politica, arte, i nostri preferiti – mentre riattaccavamo, lui disse: ‘Babs, ti voglio un bene dell’anima e te ne vorrò per sempre’. E nell’ultimo biglietto che scrissi a Bob, lo conclusi con ‘Anch’io ti voglio bene’, e lo firmai Babs”.

Streisand, che si era ritirata dalle esibizioni live nel 2019, ha poi intonato un paio di strofe del brano principale omonimo di Come eravamo. Il discorso della cantante e attrice è durato quasi quattro minuti, una sorta di crepuscolare record di durata in una cerimonia in cui le parole sono strizzate in pochissimi secondi.

Precedente
Precedente
Successivo
Successivo
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione