Modello bambino, tanta tv e poi la consacrazione nel cinema. Michael B. Jordan, vincitore dell’Oscar 2026 come Miglior Attore, è la star afroamericana più importante di Hollywood da almeno una decina d’anni. Solo per farsi un’idea sul 39enne, che con il suo doppio ruolo in Sinners ha sbancato letteralmente il botteghino USA, il suo cachet per il film del sodale Coogler è stato di 4 milioni di dollari. Nato in California ma trasferitosi ancora bambino nel New Jersey, Jordan ha sempre ricordato che se ha iniziato la carriera d’attore è stato grazie all’incitamento di sua madre, che ieri sera, durante la cerimonia degli Oscar era seduta di fianco a lui.
Donna è stata consulente scolastica, mentre il padre Michael A. Jordan ha lavorato come supervisore all’aeroporto JFK e poi nel mondo del catering. “Ho iniziato a ottenere ruoli in giovanissima età: piccoli lavoretti da modello, da comparse in spot pubblicitari. Poi ho ottenuto ruoli nei Cosby e nei Soprano”, spiegò Jordan a People. A 15 anni con i 12 episodi di The Wire Jordan inizia a farsi conoscere in maniera duratura. È il 2013 quando interpreta Fruitvale Station, diretto da Ryan Coogler (e prodotto da Harvey Weinstein ndr).
Con quest’ultimo inizia un sodalizio artistico e di amicizia tra i più solidi e prolifici di Hollywood. Nel 2015 è uno dei protagonisti dei Fantastici quattro assieme a Kate Mara e Miles Teller; e nello stesso anno ecco il definitivo trampolino di lancio con Creed dove interpreta Adonis Donnie Johnson, il figlio di Apollo Creed, l’antagonista poi amico di Rocky nella saga omonima. È proprio Sylvester Stallone ad affiancare Jordan nel film sempre diretto da Ryan Coogler, come crepuscolare allenatore a bordo ring. Nel 2018 la consacrazione: prima con il sequel di Creed poi la parte di Erik Killmonger nel kolossal Marvel all black: Black Panther.
Nel 2019 è protagonista del film Just Mercy, dove interpreta un laureto in giurisprudenza ad Harvard che inizia ad occuparsi della tutela legale di masse di indigenti afroamericani. Nel 2021 viene coronato il desiderio di lavorare con uno dei propri punti di riferimento nel cinema, Denzel Washington che per lui dirige coproduce A Journal for Jordan, uno struggente racconto sul diario scritto da un soldato in Iraq al suo bambino a casa negli Stati Uniti. Con Creed III (2023) Jordan diventa regista di se stesso e sfonda nuovamente a l box office con quasi 300 milioni di dollari d’incassi nel mondo. Insomma, quando la megaproduzione di Sinners sbriciola record e si afferma nelle classifiche del 2025 (ciò che ad esempio non ha fatto il flop Una battaglia dopo l’altra) Michael B. Jordan è già un divo affermato che attendo solo la corona dell’Oscar.
Curiosità: volete sapere cosa ha fatto dopo la vittoria agli Oscar? È andato a mangiare hamburger e patatine fritte, come mostrano alcuni video che circolano sui social. Dopo la cerimonia di premiazione al Dolby Theatre di Los Angeles, l’attore si è recato con il suo entourage da ‘In-N-Out Burger’, nota catena di fast food, con la statuetta in mano: dietro di lui, l’incredulità dello staff della panineria e un gruppo di fan in delirio.