Il processo antitrust contro Live Nation e Ticketmaster è entrato nel vivo e riprenderà proprio oggi 16 marzo dopo l’adesione di altri 7 Stati all’accordo con il Dipartimento di Giustizia. Sono dunque oltre 30 Stati coinvolti nel processo antitrust contro Live Nation e Ticketmaster.
Il giudice federale Arun Subramanian ha dichiarato venerdì scorso, durante un’udienza a Manhattan, che gli stati hanno ritirato la richiesta di riavviare il processo nelle prossime settimane con una giuria diversa. Gli avvocati hanno informato il giudice che Arkansas, Iowa, Mississippi, Nebraska, Oklahoma, Carolina del Sud e Dakota del Sud si sono uniti al Dipartimento di Giustizia nell’accordo.
Gli altri 32 stati, insieme al Distretto di Columbia, intendono portare avanti la casa davanti alla giuria per dimostrare che Live Nation Entertainment e la sua controllata Ticketmaster “stanno soffocando la concorrenza e aumentando i prezzi per i fan”. Sostengono che ciò sia avvenuto attraverso minacce, ritorsioni e altre tattiche per controllare praticamente ogni aspetto del settore, dalla promozione dei concerti alla vendita dei biglietti.
Le società affermano “di non monopolizzare il settore e che sono artisti, squadre sportive e sedi a stabilire i prezzi e a decidere le modalità di vendita dei biglietti”. La giuria aveva già iniziato ad ascoltare le testimonianze nel processo quando il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che aveva assunto la guida della causa contro Live Nation, ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la società che avrebbe consentito ai contribuenti di risparmiare denaro pubblico, permettendo ai concorrenti di Live Nation di entrare in alcuni mercati di vendita di biglietti da cui attualmente sono esclusi.
Molti Stati hanno criticato l’accordo, sostenendo che il governo federale non avesse ottenuto sufficienti concessioni dalla società. Le testimonianze sono state sospese per una settimana per consentire ulteriori negoziati, ma, non essendoci progressi in vista, il giudice Arun Subramanian ha annunciato la ripresa del processo per oggi.
Il giudice ha anche respinto l’obiezione di Live Nation in merito alle prove presentate in tribunale, in cui un dipendente della società, diversi anni fa, dice a un altro collega che i prezzi richiesti da Live Nation per accedere all’area VIP di un anfiteatro di Tampa, in Florida, sono “scandalosi”, che i clienti che pagano tali tariffe “sono così stupidi” e che “quasi mi sento in colpa ad approfittarmi di loro”, prima di scrivere “BAHAHAHAHAHA”. Live Nation si era opposta alla loro inclusione nel processo, affermando che i dipendenti facevano “riferimenti fugaci a prodotti accessori non inclusi nel biglietto, come l’accesso al club VIP, il parcheggio premium o il noleggio di sedie da giardino, venduti agli spettatori di concerti in due anfiteatri” in Florida e Virginia.
Il giudice ha affermato che “l’esperienza complessiva dei fan è rilevante per il rapporto tra gli artisti e il loro pubblico e che alcuni artisti potrebbero non voler esibirsi se ai fan venissero addebitati prezzi eccessivi per sedie da giardino o altri servizi”.