Ivan Zazzaroni, ospite a Ciao maschio nella puntata in onda il 14 marzo alle 17.05 su Rai 1, torna su una vicenda che lo ha segnato professionalmente e umanamente: quella legata alla malattia dell’amico Siniša Mihajlović. “Non so se sia stato un errore, ma l’ho pagato tanto” dice a Nunzia De Girolamo. “Quando Sinisa scoprì la leucemia io scrissi soltanto un messaggio molto semplice: ‘Forza Sinisa, forza guerriero’. Era una cosa sentita, perché eravamo amici da vent’anni”. Eppure il giorno seguente la situazione degenerò. “Qualcuno sui social iniziò a dire che avevo sfruttato quella storia per vendere copie del giornale. Si scatenò una polemica e lui stesso disse che lo aveva scioccato buttare vent’anni di amicizia per uno scoop. Ma quello non era uno scoop: avevo scritto solo che non stava bene e che avrebbe fatto degli esami”.
La vicenda della malattia di Mihajlović
Secondo Zazzaroni, quella polemica fu alimentata anche da qualcuno del suo stesso ambiente professionale. “Un collega del mondo del calcio ha buttato benzina sul fuoco proprio in un momento in cui Sinisa era comprensibilmente fragile”. Una vicenda che, ammette nel salotto di De Girolamo, ha lasciato un segno. “Quella storia l’ho pagata per anni, perché è stata usata spesso contro di me. Poi con lui si è chiarito quasi subito: ci siamo scritti, ci siamo mandati dei cuori. Però quella vicenda per me è stata una ferita“.
Il legame con la madre
Nel corso dell’intervista, il giornalista e direttore del Corriere dello Sport si apre anche su uno dei dolori più recenti della sua vita: la scomparsa della madre. “La cosa che mi manca di più sono le telefonate, le abitudini. Viveva a Bologna e quindi negli ultimi anni ci vedevamo meno, ma avevamo un rapporto straordinario. È stata una mamma che mi ha amato in modo totalmente acritico: per lei ero sempre il più bello, il più bravo, il più intelligente”. Tra di loro c’era un altro rito di cui oggi Zazzaroni sente la mancanza: “Mi chiamava sempre prima di andare in onda a Ballando. Lo seguiva e mi mandava emoticon divertentissime: a 85 anni mandava emoji come un bambino di quattro anni, con leoni e animali. L’ultima volta che l’ho sentita mi ha detto: ‘Ivan, sto benissimo, sono venti giorni che non sto così bene’. Il pomeriggio mi ha chiamato mio fratello per dirmi che era morta. In quel momento non ci ho più visto”.