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“Ho paura della depressione, mi aiuto con ipnosi, meditazione e tisana al tiglio. In Rai perché sono di destra? Rido”: così Nicola Savino

Nicola Savino gongola ancora per gli ascolti del suo DopoFestival e si racconta a cuore aperto in una lunga intervista al "Corriere della Sera", tra lavoro e vita privata

di Francesco Canino
“Ho paura della depressione, mi aiuto con ipnosi, meditazione e tisana al tiglio. In Rai perché sono di destra? Rido”: così Nicola Savino

Lavoro in Rai perché di destra? Mi fa ridere”. Nicola Savino gongola ancora per gli ascolti del suo DopoFestival e si racconta a cuore aperto in una lunga intervista al Corriere della Sera, tra lavoro e vita privata. Così, aneddoti e curiosità s’intrecciano in maniera inaspettata, dai grandi incontri che gli hanno cambiato la carriera (a cominciare da quello con Linus, con cui sta per festeggiare i trent’anni di sodalizio), alla paura di cadere in depressione, passando per un desiderio: trasformare in fidanzamento “il flirt con la Rai”.

Nicola Savino e il futuro in Rai

Ha lavorato per Rai, Sky e Mediaset, da trent’anni è tra le voci di Radio Deejay ma c’è un successo che avrebbe voluto che i suoi genitori, scomparsi più di dieci anni fa, vedessero: la discesa dalla scalinata di Sanremo: “È qualcosa di cui non ringrazierò mai abbastanza Carlo Conti”, confessa Nicola Savino, che definisce l’esperienza a Sanremo 2026 “roba forte”, forse perché l’ha vissuto “con consapevolezza amplificata”. Al Festival però non ci tornerebbe da direttore artistico – “No, bisogna essere più giovani. Con la mia ansia già ora mi sveglio alle 4 del mattino sei giorni su sette”, ammette – ed è contento per Stefano De Martino: “L’ho visto all’opera ad Affari tuoi ed è bravissimo, un vero disc jockey: annusa l’aria, cerca di capire chi può coinvolgere”. Quanto al futuro e al prossimo programma, per ora non ci sono progetti ma, confessa, “vorrei che il flirt con la Rai si trasformasse in un fidanzamento in casa”. E a domanda diretta “lavora in Rai perché è di destra?”, risponde senza mezzi termini: “Mi fa ridere. No. Qualche giorno fa Aldo Grasso da Fazio ha detto che per fare questo mestiere ci vogliono passione e competenza. Penso di averle entrambe. Comunque, nessuno si chiedeva cosa votassero Baudo o Corrado”.

La scomparsa dei genitori e la paura della depressione

Poi Savino apre il cassetto dei ricordi e della malinconia parlando dei genitori, scomparsi a distanza di un anno, nel 2013 e nel 2014, e in quella circostanza la fede è stata “zattera del naufragio”. Dal padre, ingegnere dell’Eni e dalla madre farmacista dice di aver ereditato “l’etica del lavoro, arrivare primi, uscire ultimi. Lui faceva tante trasferte all’estero, lei una settimana al mese il turno di notte. L’ambizione credo mi arrivi da papà”. In diverse occasioni ha raccontato che il padre soffriva di depressione e, avendola conosciuta da vicino, la teme: “Ma cerco di aiutarmi con l’ipnosi, la meditazione, l’agopuntura, la tisana al tiglio. Mai psicofarmaci”.

I trent’anni con Linus e i 27 con la moglie Manuela

Ne ha fatta di strada il bambino che imitava Gigi Sabani: a settembre, infatti, Nicola Savino festeggerà la trentesima stagione di DeeJay Chiama Italia. “C’è un’alchimia rara. Non lo considero come il mio capo, ma un fratello maggiore”, precisa. La vendita del Gruppo Repubblica non lo spaventa (“perché chi l’acquista fa l’editore di mestiere. E poi perché Radio Deejay è in buona salute, un ottimo investimento che rende”), mentre rispetto ad un ipotetico addio di Linus, non ha un piano B. “Di sicuro mi prendo due mesi di vacanza fuori stagione! Io e Manu amiamo viaggiare”, dice riferendosi alla moglie, Emanuela Suma, cui è legato da 27 anni e con cui ha avuto la figlia Matilda, che oggi ha vent’anni. “Sulle uscite, mi salva la geolocalizzazione: se per le 6 non è tornata a casa, so dove cercarla”, rivela ironico (ma non troppo). Poi ammette che nonostante gli investimenti nel mattone, continuano a vivere in affitto: “Così io e Manu non cadiamo nella routine e ogni tot traslochiamo. È poco italiano e molto internazionale. Ma forse spiega perché stiamo insieme da 27 anni”.

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