La Procura di Napoli ha aperto un nuovo capitolo nell’inchiesta sulla morte di Luca Canfora, il costumista italiano conosciuto a livello internazionale per le collaborazioni con registi come Paolo Sorrentino. Lo riporta Il Corriere della Sera. Canfora fu trovato senza vita il primo settembre 2023 nelle acque di Capri, mentre era impegnato sul set del film Parthenope. La caduta avvenne nei pressi dei Giardini di Augusto e il corpo fu ritrovato il giorno successivo poco distante dalla scogliera da un canoista.
Ora a finire sotto la lente degli inquirenti è un collega di Canfora, iscritto nel registro degli indagati per false dichiarazioni ai magistrati. Secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile di Napoli, alcune affermazioni dell’uomo non coincidono con le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza: in particolare, il collega e Canfora non si sarebbero incontrati alle 10:30 del mattino come dichiarato, momento in cui si stava girando la scena di una caduta sul set a picco sul mare. L’ipotesi principale formulata dagli investigatori resta quella del gesto volontario, ma su richiesta dei familiari l’inchiesta è stata estesa all’omicidio volontario contro ignoti. Tutto ciò ha aperto nuove piste e interrogativi sulla tragedia.
La testimonianza di Sorrentino e i rilievi autoptici
Anche Paolo Sorrentino è stato ascoltato dagli inquirenti come testimone, con l’obiettivo di ricostruire la sequenza dei fatti. L’autopsia, eseguita dopo l’esumazione della salma, ha evidenziato diverse anomalie rispetto alla dinamica inizialmente ipotizzata, lasciando molti dubbi sulle cause della morte.
La morte del costumista era stata inizialmente classificata come suicidio, un’ipotesi mai condivisa dalla famiglia. Già nel 2025, infatti, i familiari avevano presentato una relazione tecnica che evidenziava come le ferite riportate da Canfora fossero incompatibili con una caduta da oltre 100 metri confermando così i sospetti sulla dinamica reale dell’accaduto.
Luca Canfora, il costumista dietro i grandi film internazionali
Dal set di Pinocchio di Roberto Benigni a La grande bellezza di Paolo Sorrentino, Luca Canfora si è imposto come uno dei principali costumisti italiani nel cinema internazionale. Diplomato all’Istituto statale d’arte Filippo Palizzi di Napoli, inizia la carriera a Roma presso la sartoria del Teatro dell’Opera, confrontandosi con melodramma e balletto, prima di approdare al grande cinema. Fondamentale l’incontro con Danilo Donati, con cui lavora come assistente in produzioni come Jerusalem e Pinocchio.
Nel corso della carriera collabora con grandi nomi del costume cinematografico, da Maurizio Millenotti a Gabriella Pescucci e Milena Canonero, partecipando a film come Grand Budapest Hotel. Lavora anche con Carlo Poggioli in progetti come Giasone e gli Argonauti, Ritorno a Cold Mountain e Miracolo a Sant’Anna. Dal 2013 in poi sviluppa una collaborazione decennale con Paolo Sorrentino, firmando i costumi di Youth-La giovinezza, Loro, le miniserie The Young Pope e The New Pope, fino a I due papi di Fernando Meirelles, dove realizza un meticoloso lavoro di ricerca storica per garantire realismo e precisione.