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Dove andare nel weekend vicino Roma: la nostra guida per una gita di primavera ai Castelli Romani, tra natura vulcanica, borghi storici, laghi e trattorie tipiche

Borghi incantevoli, laghi vulcanici e percorsi naturalistici che intrecciano la storia. Siti archeologici, ville signorili ma anche fraschette, le tipiche osterie dove i menù e la carta dei vini raccontano il territorio. Un viaggio sulle tracce del Grand Tour per riscoprire l’autenticità della vita romana

Testo di Elena Bittante
Dove andare nel weekend vicino Roma: la nostra guida per una gita di primavera ai Castelli Romani, tra natura vulcanica, borghi storici, laghi e trattorie tipiche

“Vale più un bicchiere de Frascati che tutta l’acqua der Tevere”, recita un proverbio romano. Possiamo dire “In vino veritas”, sorseggiando un calice a km zero, nota di gusto ed espressione di forte identità. Le vigne disegnano i paesaggi dei Colli Albani, un tempo iracondi vulcani, oggi un idillio a un passo da Roma, dove spuntano i Castelli Romani, borghi gioiosi che rivendicano l’essenza della romanità, cultura locale e non metropolitana. Si saluta l’Urbe per incontrare la campagna, memore di balli, canti e stornelli che rimandano alle feste baccanali e dionisiache degli antichi romani, cultori della vita che interpretavano il ciclo delle stagioni come un inizio perpetuo e mai come una fine.

I Castelli Romani sono noti per le goderecce “ottobrate romane”, ma l’invito è quello di scoprirli anche a inizio primavera, inebriati dall’odore dei prati ammantati da fiori di malva e parietaria: natura che si risveglia tra file di pini marittimi, siepi di borragine e sambuco e muretti di pietre laviche dove si “arrampica” il tenace luppolo selvatico, chiamato dai locali “La fine der monno colla frittata”. Ma la primavera è anche una dolce scoperta, come le fragoline di Nemi, servite “in coppa” o nei cestini di frolla, perfette per una pausa sul belvedere lacustre, uno dei più panoramici di questi incantevoli colli a sud della Capitale. Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Ciampino, Colonna, Frascati, Genzano di Roma, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Nemi, Rocca di Papa, Rocca Priora e Velletri: per citarli tutti a rigor di geografia, alcuni sono vere e proprie perle di storia e cultura da non perdere.

I Castelli Romani rievocano l’Italia dei campanili, quella delle insegne anni ’50 dei bar, vere università della vita che animano le piazze, e dei silenzi delle retrovie: vicoletti profumati di bucato appena steso e sugo che ribolle nelle pentole, alchimia di aromi contrastanti che allietano i sensi. Luoghi che svelano scienza e spiritualità, dall’European Space Agency – eccellenza frascatana – alla villa pontificia di Castel Gandolfo; siti archeologici come l’antica città di Tuscolo, con il magnifico teatro romano del I secolo a.C.; e poi la bellezza della natura di genesi vulcanica, dove le acque dei laghi di Nemi e Albano riempiono le conche di antichi crateri, oggi bacini lacustri ricchissimi di biodiversità, costeggiati da boschi di querce, castagni e faggete alle quote più alte. Una gita ai Castelli è un perfetto esempio di turismo di prossimità, ideale per un weekend fuori porta o qualche giorno di vacanza.

Frascati e Grottaferrata, cittadine signorili

Distinta, elegante e identitaria, Frascati, situata alle pendici del Monte Tuscolo, è un salotto urbano che guarda dall’alto la Capitale. Seducente come la “Pupazza frascatana”, il dolce tipico che raffigura una fanciulla con tre seni; nobile come la monumentale Villa Aldobrandini, la residenza cinquecentesca più celebre dei Castelli, che domina Piazza Marconi, splendido belvedere su Roma. Da non perdere anche Villa Ruffini, detta “La Rufina”, e il giardino di Villa Torlonia, ciò che resta della residenza dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Frascati è anche Città del Vino e conquista il palato con Frascati Superiore DOCG, Cannellino DOCG e Frascati DOP. Dopo una degustazione vale la pena salire al Monte Tuscolo, a soli cinque chilometri dal centro, per visitare le rovine di Tusculum, fiorente città tra la fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero romano. Anche Grottaferrata si distingue per l’eleganza del centro storico, impreziosito dall’Abbazia di San Nilo, fondata nel 1004. Nelle sue fondamenta si trova la celebre “crypta ferrata”, l’oratorio chiuso da grate di ferro che ha dato origine al nome della città. L’intero complesso abbaziale, con mura merlate, torrioni e fossati, è ancora oggi luogo di culto per le comunità di rito bizantino greco-cattolico. Il Museo dell’Abbazia conserva reperti delle antiche ville romane della zona, mentre la Biblioteca custodisce codici dell’XI secolo ed è nota anche per il restauro del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci.

Nemi, Albano Laziale e Castel Gandolfo: l’andar per laghi

I laghi caratterizzano il paesaggio dei Colli Albani. Il borgo di Nemi, arroccato su uno sperone di roccia vulcanica, è tra i più pittoreschi dei Castelli. Le sue case colorate scendono secondo pendenza come una platea affacciata sul lago, il celebre “Specchio di Diana”. Qui si trovava il santuario di Diana Nemorense, e proprio nelle acque del lago furono rinvenute le spettacolari navi dell’imperatore Caligola, oggi raccontate nel Museo delle Navi Romane. Simbolo del borgo restano le dolcissime fragoline di bosco, protagoniste della pasticceria locale.

Albano Laziale si affaccia sul suo lago omonimo, che misura 9,5 chilometri di perimetro, percorribili a piedi o in bicicletta. Lungo il percorso si incontrano testimonianze antiche come il Ninfeo Dorico, il Ninfeo Bergantino, l’Emissario romano e il Villaggio palafitticolo delle Macine. Sul lago si possono praticare canoa e sport acquatici, oppure partecipare a un rilassante tour in battello elettrico. In città spiccano monumenti come l’Anfiteatro romano, la Porta Pretoria, i giganteschi Cisternoni, le Catacombe di San Senatore e l’incontro con la regina delle vie romane: la Via Appia.

Elegante e panoramica, Castel Gandolfo domina l’orlo occidentale del cratere del lago di Albano. Il borgo è celebre per la residenza estiva dei Pontefici, con i magnifici Giardini Vaticani, costruiti sui resti della Villa di Domiziano. La facciata del palazzo pontificio incornicia Piazza della Libertà, impreziosita dalla Chiesa di San Tommaso di Villanova e dalla fontana progettata da Bernini. Il belvedere sul lago è imperdibile, così come i ristorantini lungo le sponde dove assaporare la cucina romana.

Ariccia, Marino, Rocca di Papa, Genzano e Lanuvio: tradizione e sapori

Le celebri fraschette sono il cuore gastronomico dei Castelli. A Ariccia si gustano porchetta e Romanella, l’abbinamento simbolo della domenica romana. La città è famosa anche per il Ponte di Ariccia, alto quasi 60 metri, e per il Santuario di Santa Maria di Galloro, progettato da Bernini. A Marino, durante la storica Sagra dell’Uva (prima domenica di ottobre), dalla Fontana dei Mori sgorga vino al posto dell’acqua. Le cantine locali offrono Marino DOP e dolci tradizionali come le Ciambelle al mosto IGP. Da scoprire anche Marino Sotterranea, affascinante rete di cunicoli scavati nel peperino, la roccia vulcanica locale.

Sui pendii del Monte Cavo troneggia Rocca di Papa, tra i centri più panoramici dei Colli Albani. Suggestivo il Quartiere dei Bavaresi, con vicoli medievali e viste che nelle giornate limpide arrivano fino al Mar Tirreno. Qui si trovano anche il Museo Geofisico e la sede del Parco Regionale dei Castelli Romani. A Genzano di Roma, ogni anno a fine giugno, si svolge la spettacolare Infiorata, un tappeto floreale di oltre 2.000 m² lungo Via Belardi, che scende dalla Chiesa di Santa Maria della Cima formando straordinari quadri di petali colorati. Da visitare anche l’elegante Palazzo Sforza-Cesarini.

Infine Lanuvio, il più appartato dei Castelli. Nell’antichità era la città latina di Lanuvium, celebre per il Tempio di Giunone Sospita. Oggi il borgo è caratterizzato dalle mura medievali dell’XI secolo e dalle torri che dominano il centro storico. Una di esse, affacciata su Piazza Carlo Fontana, ospita l’Enoteca del Vino, dove degustare i DOC dei Colli Lanuvini. E viene spontaneo chiedersi quale terroir possa competere con quello celebrato dal proverbio romano: “tutta l’acqua der Tevere”.

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