Dal meme al marchio. Elettra Lamborghini durante “Sanremo 2026″, in gara con il brano “Voilà“, ha reso virale i suoi problemi con l’insonnia parlandone sui social e pure sul palco dell’Ariston. Tutta colpa degli ormai famosi “festini bilaterali” che ha deciso di trasformare in un’operazione di branding. Lo scorso 3 marzo, tre giorni dopo la fine della kermesse, secondo i documenti depositati all’Ufficio italiano brevetti e marchi, la cantante ha presentato la domanda di registrazione per il marchio verbale “Festini bilaterali”, destinato a una vasta quantità di prodotti e servizi: dai cosmetici ai capi di abbigliamento, dalla musica digitale ai dispositivi elettronici, fino all’organizzazione di eventi di intrattenimento.
Sui social aveva raccontato di non riuscire a dormire per le numerose feste notturne, con ironia aveva minacciato di scendere “in ciabatte con il megafono”, ne aveva parlato sul palco con Carlo Conti e Laura Pausini per poi annunciare la fuga a Montecarlo salvo poi scoprire che anche nel Principato erano in corso delle feste. “Il risultato è che la frase che doveva denunciare il caos notturno di Sanremo potrebbe presto diventare un universo commerciale: profumi, podcast, eventi, gadget e – perché no – feste ufficialmente autorizzate”, spiega l‘Adnkronos.
A curare la tutela del marchio è lo studio Mondial Marchi che aveva assistito Elettra già in passato, la cantante aveva chiesto di registrare come marchio il proprio nome, ottenendo esito positivo nonostante l’opposizione di uno dei brand più famosi al mondo, Automobili Lamborghini. Non si tratta del primo personaggio pubblico che ha deciso di trasformare un tormentone in marchio registrato, in alcuni casi si tratta di una mossa per evitare che quel tormentone venga registrato da altri.
La scorsa estate lo stesso aveva fatto Raoul Bova presentando due domande di registrazione per l’espressione “occhi spaccanti”, frase contenuta in una nota vocale diffusa da Fabrizio Corona e inviata dall’attore all’influencer Martina Ceretti, sua presunta amante. L’avvocata Michela Carlo aveva spiegato che l’intento di Bova era quello di “far cessare la diffusione dei video” che lo riguardavano. Nei giorni scorsi, dopo la vittoria con il brano “Per Sempre Sì” di Sal Da Vinci, qualcuno ha presentato la domanda di registrazione del marchio per utilizzare la frase tormentone, in questo caso la richiesta non è arrivata dall’artista partenopeo.