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È morta Enrica Bonaccorti, regina di garbo, charme e di malinconia. Il successo in tv, i suoi quattro grandi amori, il legame speciale con Renato Zero e l’annuncio del tumore al pancreas

Meno di un anno fa, nel settembre del 2025, aveva annunciato la malattia, che aveva vissuto prima nel silenzio assoluto, poi aprendosi un po’ alla volta prima sui social poi in televisione, doveva aveva confessato a cuor aperto la paura, il dolore ma anche ad una inaspettata rinascita emotiva

di Francesco Canino
È morta Enrica Bonaccorti, regina di garbo, charme e di malinconia. Il successo in tv, i suoi quattro grandi amori, il legame speciale con Renato Zero e l’annuncio del tumore al pancreas

Fantasticava di scrivere una nuova canzone e di vincere Sanremo, magari già il prossimo anno ma alla fine il tumore al pancreas ha spezzato i sogni di Enrica Bonaccorti, che se n’è andata oggi – giovedì 12 marzo –, a 76 anni. Se n’è andata all’improvviso, in punta di piedi, in maniera garbata e perbene. Due cifre sulle quali aveva costruito la sua carriera, prima da attrice e poi da volto di una tv (popolare ma mai sguaiata che non esiste più). Meno di un anno fa, nel settembre del 2025, aveva annunciato la malattia, che aveva vissuto prima nel silenzio assoluto, poi aprendosi un po’ alla volta prima sui social poi in televisione, doveva aveva confessato a cuor aperto la paura, il dolore ma anche ad una inaspettata rinascita emotiva. Trovando la forza di pensare al futuro, lei che invece di credere alla morte coltivava sogni, bellezza e creatività. Come ha fatto fino all’ultimo giorno della sua vita.

ENRICA BONACCORTI, DAL TEATRO AL GRANDE SUCCESSO IN TV

Tutto inizia per lei negli anni ’60, con un incontro che le cambia la vita: quello con Domenico Modugno, che la vuole nella sua compagnia teatrale con Paola Quattrini. Lei che maneggia l’arte e la parola, coltiva la scrittura e il primo ad accorgersene è il grande Modugno, con cui scriverà due capolavori immortali come Amara terra mia e La lontananza. Malinconica, di quella malinconia ligure (era nata a Genova), e poetica. Dopo il teatro arrivano gli sceneggiati, il cinema, poi la tv nel 1978, anno del debutto con Il sesso forte, e ancora Italia sera con Mino Damato e poi Piero Badaloni. Ma è a metà degli anni ’80 che la popolarità le esplode tra le mani con Pronto, chi gioca. L’eredità è pesante: quando Raffaella Carrà lascia il mezzogiorno, Gianni Boncompagni punta su di lei. Una scommessa in cui non tutti credono e invece sbanca gli ascolti ed entra nelle case di milioni di italiani. Tutti vogliono andare ospite da lei, che trova la sua cifra con una conduzione misurata ma mai piatta, ironica ma mai eccessiva. Elegante, come ha saputo essere fino all’ultimo.

L’ANNUNCIO DELLA GRAVIDANZA E L’ABORTO IN CAMERINO

All’apice del successo, annuncia in diretta tv di essere incinta e scoppia il caos. “Era il novembre ’86, ero già mamma ed ero rimasta di nuovo incinta. Ero in trasmissione, non volevo dare troppo spazio a questa cosa e ho pensato di dirlo un minuto prima di lasciare la parola al Tg1. È stato uno scandalo terribile. Ne hanno parlato tutti i giornali, mi hanno accusato di fare uso privato della tv pubblica”, ha raccontato a Verissimo. “Si sono inventati che volevo fare il parto in diretta o far vedere le ecografie – una cosa che oggi sarebbe normalissima tra l’altro”. Poi, il dramma in camerino: “Mi sono tolta il vestito e ho notato delle perdite. Mi hanno subito portato in una clinica dove sono stata ricoverata tre settimane, poi sono tornata a casa dove sono stata immobile, ma l’ho perso dopo pochi giorni. Aveva quasi quattro mesi”.

I QUATTRO GRANDI AMORI DELLA BONACCORTI

Ha amato molto ed è stata molto amata Enrica Bonaccorti, che però annoverava tra i grandi solo quattro uomini. Il più grande, in assoluto, fu Giacomo Paladino, mancato a settembre 2021 dopo 24 anni insieme. “Eri amore, assoluto e sincero, un uomo raro di cui ci si può fidare, un uomo come ogni donna vorrebbe avere accanto”, scrisse di lui. Gli altri amori? Il primo fidanzato da ragazzina, poi “un jazzista con cui ho vissuto dai 27 ai 32 anni e un francese con cui ho vissuto per tre anni”. Il francese in questione era il principe Carlo di Borbone.

LA STORIA TORMENTATA CON CARLO DI BORBONE

La storia con Carlo di Borbone, che lei chiamava Charles, “era iniziata col foglio di via in mano”, raccontava la conduttrice, perché la famiglia di lui era contraria per la differenza d’età (lui aveva 29 anni, lei 42 ed era divorziata) e per il lavoro di lei: “Mi disse subito che non poteva sposarmi. Gli feci una risata in faccia, dissi: vabbè, che sarà mai”. Anche per lui lasciò la tv (“da dieci anni, ero sempre in diretta e trovavo strano il mio excursus, da un programma giornalistico come Italia sera a uno leggero come Non è la Rai. Da due anni dicevo a Maurizio Costanzo: voglio staccare. E lui: sei pazza, poi rientrare è difficile. Mamma mia, come aveva ragione”), poi ammise di aver commesso un errore di superficialità: “Ma in quei tre anni stavo su un altro pianeta, era un film dai colori pastello”. La favola finì senza il lieto fine. Nelle ultime interviste aveva espresso un sogno, quello di ricevere una chiamata da lui: “Sarebbe giusto che mi chiamasse. Mi colpirebbe molto, mi squasserebbe, ma penso che non sarebbe sbagliato da parte sua farmi una telefonata. Forse non lo sa che sto male, è spesso all’estero”. Chissà se quella chiamata è mai arrivata.

IL LEGAME SPECIALE CON RENATO ZERO

In diverse interviste raccontò del legame speciale con Renato Zero, che conobbe quando erano poco più che ventenni. “Era Renato Fiacchini che diventava Zero, io fingevo di essere la sua agente, mettevo un abito serio e andavo a vendere le sue serate nei bar”, ricordava. “A volte mettevo una tutina nera con le frange e mi esibivo con lui, inventando finte pubblicità. Avevamo vent’anni, ci accomunava un sogno di futuro che di certo avremmo conquistato, senza pensare al come, al cosa”. Il rapporto fu così intenso che pensarono persino di sposarsi: “Era uno scherzo”, precisò però la Bonaccorti. “Tempo fa gli ho chiesto. ‘Renà, ti ricordi che mi volevi sposare?’. ‘Enrì, sarò stato ubriaco’”. E Renato Zero, in una recente intervista al Corriere, disse dell’amica: “Con Enrica non è mai finita, il rapporto si può trasformare, gli attribuisci una carica diversa, che non è solo quella dell’amante. Certe vicinanze non vanno perdute”. A proposito di affetti e legami, dell’ultimo periodo diceva: “Lo voglio vivere bene, tra meno di tre mesi rifarò i controlli e chissà, magari potrò operarmi. A parte queste “stupidaggini” fisiche, sono contentissima: ho mia figlia e mio nipote Teo; ho recuperato due grandi amici come Renato Zero e Mara Venier”.

IL PASSAGGIO A MEDIASET E LO SCANDALO DEL CRUCIVERBONE A NON È LA RAI

Tornando alla carriera, l’anno della svolta fu il 1987, quando le affidano la conduzione di Domenica In ma poi glie la tolgono ancora prima di cominciare. Così, dopo anni di corteggiamento professionale di Silvio Berlusconi, passò all’allora Fininvest. “Passai direttamente dal seminterrato alla villa. Mi diedero una cifra stratosferica, mi corteggiavano da anni”, ammise. Conduce diversi programmi, ma quello che resta nell’immaginario è Non è la Rai, complice anche la truffa che sventa in diretta tv, durante il gioco del Cruciverbone: “Me ne andai dopo quello scandalo: una concorrente diede la risposta prima che io facessi la domanda. Dissi: datemi una mitragliatrice, è una truffa. Non so come mi venne. I dirigenti mi rimproverarono la reazione”.

I PROBLEMI AL CUORE E LA MALATTIA DI BRAD PITT

La Bonaccorti ha sempre rivendicato con orgoglio la scarsa attitudine alla mondanità e alle frequentazioni dei salotti. “Anche perché non riconosco le persone: condivido con Brad Pitt la prosopagnosia (un disturbo neurologico che compromette la capacità di riconoscere i volti delle persone, ndr). A un evento Fininvest chiacchieravo con un signore. Chiedo: di cosa ti occupi adesso? Lui mi fa pat pat sulla spalla: faccio sempre il presidente della Fininvest. Era Fedele Confalonieri”. Nel 2023 rischiò di morire a causa di un grave problema cardiaco che scoprì quasi per caso, come raccontò le stessa, preparandosi all’intervento per togliere un calcolo. Attraverso una coronarografia stabilirono che aveva le arterie tutte ostruite: “Un paio di mesi e potevo andarmene”. Si salvò grazie ad un’operazione a cuore aperto durata otto ore.

L’ANNUNCIO DEL TUMORE AL PANCREAS E LA MORTE

Dopo il boom e il grande successo, la sua carriera ha preso strade diverse e sempre di più la Bonaccorti si è dedicata alla scrittura. Ma è sempre rimasta nel cuore degli italiani, senza mai restare imbrigliata nell’etichetta di icona della tv degli anni ’80 e ’90. La Bonaccorti, molto più di tanti conduttori e conduttrici, sapeva leggere il presente, raccontarlo, farlo suo. Sapeva essere contemporanea, passare dall’alto al pop senza timori. E senza riserve. Ecco perché, forse, il pubblico si è stretto attorno a lei con un abbraccio collettivo quando ha rivelato di essere malata di tumore al pancreas. Prima ha preferito il silenzio (il profilo basso che amava tanto), poi ha deciso di aprirsi e raccontarsi, come aveva fatto la sua amica Eleonora Giorgi. “Ha dato una lezione a tutti”, disse in tv. Negli ultimi mesi si è raccontata a Silvia Toffanin, a Verissimo, poi dalla Venier e da Matano, senza pietismi o voglia di piangersi addosso. Solo un mese fa, da Caterina Balivo, a domanda diretta rispose: “Me lo dico da sola. Come sto? Sto bene”. Lo disse sorridendo, senza retrogusto pessimista. Era la solita Enrica Bonaccorti: regina di garbo, charme e di malinconia.

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