Per molti anni Enrica Bonaccorti è stata una presenza familiare del piccolo schermo: una conduttrice capace di stare davanti alla telecamera con misura, ironia e una naturalezza che l’ha resa una figura riconoscibile della televisione italiana. Bonaccorti è morta a 76 anni dopo una malattia.
Nata a Savona il 18 novembre 1949, arrivò alla tv dopo aver lavorato tra teatro, cinema e radio, portando con sé un bagaglio poco comune per l’epoca: era attrice, autrice e paroliera. La notorietà arrivò alla fine degli anni Settanta con “Il sesso forte“, ma il grande pubblico la consacrò qualche anno più tardi con “Italia sera“, il preserale di Rai 1 che nei primi anni Ottanta mescolava informazione, costume e attualità in una formula allora innovativa.
Accanto a giornalisti come Mino Damato e Piero Badaloni, Bonaccorti divenne uno dei volti simbolo di quel programma, portando in video uno stile diretto che contribuì alla sua popolarità. Nel corso della carriera alternò televisione e radio, lavorando anche come autrice di testi e partecipando a programmi musicali e varietà come “Vota la voce“. Non mancarono momenti discussi, come la scelta di posare per l’edizione italiana di Playboy nei primi anni Ottanta o alcune polemiche legate a episodi televisivi degli anni successivi.
Con il passare del tempo aveva diradato la presenza stabile in video, rimanendo però una figura riconoscibile del mondo televisivo. Nel 2019 era tornata alla conduzione quotidiana con “Ho qualcosa da dirti” su TV8, dimostrando ancora una volta un legame con il pubblico costruito in oltre quarant’anni di carriera.
“Mi scuso con tutti, fino a oggi mi sono bloccata nell’assenza”
Nel settembre 2025 aveva dichiarato pubblicamente di avere un tumore al pancreas. “Mi scuso con tutti, fino a oggi mi sono bloccata nell’assenza, ma l’avevo sempre detto: se mi succedesse la stessa cosa di Eleonora, non sarei mai capace di affrontarla come lei. E infatti non so cosa dire, tranne che è successa”, aveva scritto sui social. Il riferimento a Eleonora Giorgi, scomparsa per la stessa malattia il 3 marzo 2025.