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Chi sta uccidendo la satira? Ecco come i nuovi potenti ci mettono il bavaglio. Su Millennium in libreria

Nel nuovo numero del mensile diretto da Peter Gomez, le firme satiriche del "Fatto" riflettono su censura, autocensura e presunti limiti dell'arte di graffiare i vizi del potere (e di tutti noi)
Chi sta uccidendo la satira? Ecco come i nuovi potenti ci mettono il bavaglio. Su Millennium in libreria
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Che fine ha fatto la satira? È vero che in Italia è scomparsa? E altrove come se la passa? Nel suo centesimo numero MillenniuM, il mensile diretto da Peter Gomez, da venerdì 13 marzo in libreria (trova qui la più comoda per te) e sugli store online (Amazon, Ibs, Feltrinelli, Mondadori, Libreria Universitaria, Hoepli, Unilibro), risponde a queste domande con autori d’eccezione. A cominciare dalle firme satiriche del Fatto Quotidiano, con le loro vignette e illustrazioni spesso al centro di scontri incandescenti con il potere politico: Disegni, Franzaroli, Mannelli, Mora, Natangelo, Vauro.

In un lungo articolo, Daniele Luttazzi fissa il perimetro della satira, e che cosa la distingue dalla comicità. Secondo Luttazzi, in Italia non si è mai fatta così tanta satira, sui social, sui giornali e nei teatri, ma il graffio al potere è stato estromesso dalla televisione, perdendo gran parte del suo impatto sull’opinione pubblica. Mario Natangelo polemizza sull’eterna domanda sui “limiti della satira”, chiedendosi se non spetti ad altre categorie interrogarsi sui propri limiti, i politici in primis.

La satira che graffia il potere, ma anche vezzi e vizi di noi comuni mortali, esiste ancora, racconta un’inchiesta di Tommaso Rodano sugli stand up comedians più seguiti, soprattutto all’estero, dagli Stati Uniti all’Europa. Da Dave Chapelle a Ricky Gervais, agli italiani Francesco De Carlo ed Edoardo Ferrario.

La reporter Michela Iaccarino ci racconta la vita dura, spesso in esilio, di chi ancora prova a ridere dei potenti nella Russia di Putin, con un’intervista/ritratto di Denis Chuzhoy, costretto a fuggire in Germania, ma ironicamente orgoglioso di aver visto ridere gli agenti dei servizi segreti seduti in platea in un suo spettacolo.

Di questi temi discute anche Dario Vergassola, protagonista di diversi show satirici in tv. Intervistato da Ilaria Proietti, chiarisce che la satira deve tenersi lontano dal politicamente corretto e da qualunque limite imposto dall’esterno. Quando fu invitato in un reparto di oncologia – racconta – iniziò a far battute sulle flebo con un liquido color dello spritz. “Vi sembra l’ora dell’aperitivo?”.

Oggi si discute di satira, ma non da oggi. L’approfondimento storico, firmato da Roberto Casalini, parte dalla celebre e urticante “modesta proposta” (1729) di Jonathan Swift e arriva all’Italia del Dopoguerra, quella di Guareschi, Flaiano, Fortebraccio… Mentre il grecista Emanuele Greco ci ricorda come gli antichi romani rivendicassero l’invenzione del genere rispetto ai greci, a cui dovevano invece la commedia e la tragedia.

Al di fuori del tema di copertina, MillenniuM propone un reportage di Luca Steinmann da Qom, la culla del roccioso potere teocratico iraniano, tornato di grande attualità dopo l’attacco israeliano-statunitense e l’uccisione di Ali Khamenei (che proprio a Qom aveva studiato, così come il suo predecessore Khomeini).

E ancora, Beatrice Manca racconta i rischi di avere ChatGpt e simili come amici e confidenti, una tendenza in crescita soprattutto fra i giovani, raccogliendo l’allarme di Luciano Floridi, autore di un recente libro sul tema, La differenza fondamentale.

TRA LE FIRME E LE VOCI DI QUESTO NUMERO: Stefano Disegni, Giorgio Franzaroli, Peter Gomez, Michela Iaccarino, Daniele Luttazzi, Riccardo Mannelli, Beppe Mora, Mario Natangelo, Antonio Padellaro, Max Papeschi, Marco Travaglio, Vauro, Dario Vergassola

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