È un caso curioso quello che arriva dall’Austria e che ha portato al pignoramento di un aereo Ryanair per un debito inferiore ai 900 euro. È successo all’aeroporto di Linz, circa 180 chilometri a ovest di Vienna, dove un Boeing 737 della compagnia low cost è stato sottoposto a sequestro giudiziario dopo una lunga disputa legale con una passeggera.
La vicenda risale all’11 luglio 2024. Una donna, insieme a due accompagnatori, avrebbe dovuto partire da Linz per Palma di Maiorca con un volo programmato alle 8.20 del mattino. L’aereo però accumulò un ritardo molto consistente: secondo le ricostruzioni dei media austriaci, la partenza avvenne solo nel primo pomeriggio, attorno alle 13. In base alla normativa europea sui diritti dei passeggeri aerei, un ritardo di questo tipo dà diritto a una compensazione economica di 250 euro a persona, oltre all’eventuale rimborso delle spese sostenute per raggiungere la destinazione con un volo alternativo più rapido. La passeggera, stanca di aspettare, decise infatti di acquistare a proprie spese un altro biglietto per arrivare prima a destinazione. Ma, secondo quanto raccontato, Ryanair avrebbe rimborsato soltanto il costo del biglietto originario, senza riconoscere la compensazione prevista né le spese aggiuntive.
Nonostante la sentenza favorevole, il pagamento non è mai arrivato
A quel punto la donna si è rivolta allo studio legale Florianer Anwälte di St. Florian, che ha portato il caso davanti al tribunale ottenendo una sentenza favorevole. Nonostante la decisione del giudice, però, il pagamento non è mai arrivato. “Abbiamo citato Ryanair in giudizio, ma non hanno versato nulla”, ha spiegato l’avvocato Georg Wageneder.
Per recuperare la somma dovuta – pari a 892,62 euro tra compensazioni, spese e interessi – lo studio legale ha quindi chiesto l’intervento di un ufficiale giudiziario. Quando un aereo della compagnia è atterrato all’aeroporto di Linz-Hörsching, il velivolo è stato formalmente pignorato: sul mezzo è stato applicato il cosiddetto “Kuckuck-Pickerl”, l’etichetta che segnala il sequestro di un bene, simile a quella usata per auto o immobili sottoposti a pignoramento.
Secondo quanto riferito dalla televisione pubblica austriaca ORF, l’ufficiale giudiziario avrebbe tentato anche una soluzione immediata chiedendo al comandante di saldare il debito sul posto. Ma a bordo non c’era contante: sui voli della compagnia, infatti, i pagamenti avvengono esclusivamente con carta. Il pignoramento non impedisce comunque all’aereo di continuare a operare. Tuttavia, se la compagnia non dovesse pagare quanto stabilito dal tribunale, il velivolo potrebbe teoricamente essere messo all’asta per recuperare la somma dovuta. Un’ipotesi piuttosto paradossale, considerando che un Boeing 737 ha un valore di decine di milioni di euro.