Cinema

“Qui in carcere è un inferno, sono costantemente minacciato e deriso, non durerò molto. Le denunce di abusi? Le hanno fatte per soldi”: parla Harvey Weinstein

L'ex produttore Hollywood parla da Rikers Island: "Mai aggredito sessualmente una donna". Il nuovo processo inizia il 14 aprile

di Davide Turrini
“Qui in carcere è un inferno, sono costantemente minacciato e deriso, non durerò molto. Le denunce di abusi? Le hanno fatte per soldi”: parla Harvey Weinstein

“Ho mai aggredito sessualmente una donna? No. Non l’ho mai fatto”. Dopo sei anni Harvey Weinstein torna a parlare e nega ogni accusa. Detenuto in una cella di Rikers Island nel Bronx – un penitenziario malfamato più volte vicino alla chiusura – l’ex re indie di Hollywood ha rilasciato alcune sue riflessioni ad Hollywood Reporter. Intanto ha raccontato che in attesa di un nuovo processo contro di lui, che si aprirà il 14 aprile, è detenuto in un luogo che definisce “un inferno”. “Quando fino al 2024 ero nella prigione dello Stato di New York mi alzavo la mattina, facevo colazione, vedevo amici, parlavo con persone. Guardavamo la tv assieme”, ha spiegato l’orco del #MeToo.

Mentre da 19 mesi, in quanto detenuto in attesa di giudizio, passa a malapena mezz’ora all’aria aperta e non ha contatti con nessuno se non con gli agenti di custodia. La sua paura è quella di essere aggredito o ucciso dagli altri detenuti: “Essere una celebrità qui è un problema. Io qui sono sotto assedio. Sono costantemente minacciato e deriso. Non durerò molto qui dentro”. Weinstein deve scontare 16 anni di carcere per una condanna avvenuta nello stato della California, mentre la condanna avvenuta nello stato di New York è stata sospesa per vizi procedurali. “Con tutta la vita che ho avuto e le cose che ho fatto per la società, non c’è clemenza o gentilezza nei miei confronti”, ha sottolineato il 74enne ex proprietario Miramax oggi affetto da diabete, problemi di cuore e una diagnosi di cancro al midollo spinale.

L’uomo è tornato ovviamente a parlare della valanga di accuse di moleste e violenza che l’hanno inchiodato, sostenendo che le sue accusatrici si sono attivate solo perché “c’erano soldi in gioco (…) per ottenere un assegno bastava compilare un modulo in cui si diceva che le avevo aggredite”. Di fondo Weinstein ammette di aver fatto “avance” ad alcune di queste donne ma senza successo e “di avere forse esagerato ed essere stato troppo insistente”. L’ex produttore, anche premio Oscar negli anni d’oro dei suoi film, ha fatto pure mea culpa familiare: “Ero sposato con una donna fantastica che non aveva idea di quello che stavo facendo. Mentivo continuamente. Ho usato impropriamente il mio staff per nascondere queste cose”. Infine la negazione totale: “Ma ho mai aggredito sessualmente una donna? No. Non l’ho mai fatto”.

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