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Ultimo aggiornamento: 17:25 del 12 Marzo

La Russa scatenato in Aula (a microfono aperto): “Chi è quel cog*** che continua a urlare?” – Video

Insulti, commenti sprezzanti: il tutto a microfono aperto. Ecco cosa è successo
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“Come si chiama quel coglione che continua a urlare?”. Ignazio La Russa senza freni in Senato durante la gestione dei lavori d’Aula. Il presidente di Palazzo Madama si è lasciato sfuggire commenti a dir poco sprezzanti nei confronti dei senatori di opposizione. Dopo l’intervento del 5stelle Ettore Licheri, La Russa si è rivolto a chi ha al suo fianco con un “interventone”. Naturalmente, a mo’ di sfottò.

Successivamente ha dato del “coglione” all’esponente del Pd, Antonio Nicita. Qualche ora dopo è arrivata la risposta di Nicita: ”Sono costretto a intervenire per un fatto personale anche se, come dirò, personale non è. È accaduto in quest’Aula un fatto senza precedenti che attiene alla libertà di espressione, all’uso delle parole, alla rappresentanza delle istituzioni. Mentre eravamo impegnati in una difficile e coinvolgente discussione sulla guerra in Iran, il Presidente La Russa, secondo il video che sta circolando, mi ha rivolto un epiteto che dire offensivo è poco. Ho letto un’agenzia in cui si dice che il presidente La Russa mi ha chiamato per le scuse, ho dovuto staccare il telefono perché ho ricevuto chiamate da mezzo mondo, il primo che mi ha contattato è stato mio figlio, il quale mi ha inviato il video. Stasera mi troverò nell’imbarazzo di spiegargli cosa significa che il presidente di questa istituzione mi abbia insultato. Il tema non sono le scuse personali, ma come veniamo rappresentati, il linguaggio che utilizziamo da rappresentanti delle istituzioni, non solo quando i microfoni sono accesi ma ancor di più quando sono spenti”.

L’esponente Pd ha concluso: ”Un linguaggio – ha proseguito Nicita – che dovrebbe sempre rispettare la dignità della persona e delle istituzioni, anche di fronte all’animosità del dibattito e dello scontro politico. Noi dobbiamo essere esemplari e dovremmo rispettarci. Le scuse si dovrebbero perciò a ciascun senatore e a ciascuna persona, per il ruolo che ricopriamo, nel rispetto del Paese. Non rappresentiamo solo le nostre opinioni ma anche chi ci ha conferito il mandato e che va rispettato sempre anche quando i microfoni sono spenti”.

La Russa ha fatto sapere tramite il suo portavoce di aver cercato telefonicamente Nicita “senza mai trovarlo”, presentando le scuse al capogruppo Boccia. “Il presidente si è detto dispiaciuto, non ricorda l’evento specifico e nemmeno se l’epiteto fosse rivolto realmente al senatore Nicita, comunque gli chiede scusa, se così è stato interpretato. Quello del presidente era un borbottio rivolto a se stesso, che purtroppo è stato intercettato dal microfono rimasto aperto”, ha aggiunto il portavoce.

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